Sabalenka si prende Indian Wells: Rybakina battuta salvando un match point

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tabù di Indian Wells, per Aryna Sabalenka, è finalmente infranto. La numero uno del mondo, dopo due finali perse nel 2023 e nel 2025, ha messo le mani sul trofeo del WTA 1000 californiano, ma non senza dover superare l’ostacolo più spinoso del circuito, Elena Rybakina, in una partita che per due ore e mezza ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Il punteggio finale di 3-6, 6-3, 7-6(6) racconta solo in parte la complessità di un confronto che, come sempre accade tra queste due, si è trasformato in una battaglia psicologica prima ancora che tecnica, giocata punto su punto e caratterizzata da continui cambi di slancio.

La bielorussa, che proprio a Melbourne aveva ceduto il passo alla kazaka nella finale degli Australian Open di gennaio, è sembrata inizialmente soccombere alla pressione e alla potenza di Rybakina. Nel primo set, la numero tre del mondo ha imposto il proprio ritmo, trovando angoli e profondità che hanno mandato in tilt Sabalenka, apparsa priva delle contromisure necessarie per arginare l'avversaria. Il break decisivo, arrivato nel sesto gioco, è stato il manifesto di una supremazia che sembrava poter indirizzare il match su binari già visti. Tuttavia, la reazione nel secondo parziale è stata veemente: Sabalenka ha alzato i giri del proprio motore, cominciando a variare il gioco e a togliere tempo alla rivale, e l’ha chiuso con un netto 6-3 che riapriva ogni discorso.

Il terzo set è stato un autentico thriller psicologico. Sabalenka, forte del momento favorevole, è volata avanti e si è trovata a servire per l’incontro sul 5. Ed è lì, quando tutto sembrava fatto, che la partita ha avuto la sua ennesima svolta. Rybakina, con la freddezza che la contraddistingue, ha strappato la battuta alla bielorussa, rimandando l'esito al tie-break decisivo. Nel gioco di spareggio, poi, il dramma sportivo ha raggiunto il suo apice: Rybakina è salita 6-5 e si è procurata un match point, l’occasione per alzare il trofeo. Sabalenka, con il coraggio delle grandi campionesse, l’ha annullata con un rovescio lungolinea vincente, ha trovato le energie per ribaltare la situazione e ha chiuso 8-6 al termine di uno scambio che l’ha vista protagonista a rete.

La svolta tattica e il peso del tie-break

Se la partita è girata, lo si deve anche a un aggiustamento tattico sottile ma fondamentale. Dopo un primo set in cui ha cercato di imporre la propria potenza, Sabalenka ha capito che contro una giocatrice come Rybakina, capace di ribattere colpo su colpo, serviva qualcosa in più. Ha cominciato a dosare le forze, a cambiare ritmo, e nel momento cruciale ha sfoderato colpi di fino. Lo dimostra il dato dei tie-break: con questo successo, Sabalenka allunga la sua striscia positiva negli spareggi decisivi, dove ormai sembra giocare in una condizione di incoscienza agonistica che le permette di azzardare soluzioni estreme, come il rovescio vincente che le ha salvato la partita.

Per la giocatrice di Minsk, si tratta del primo Titolo in California dopo i ko nelle finali del 2023, contro la stessa Rybakina, e del 2025, quando a trionfare fu Mirra Andreeva. Un successo che spezza una serie negativa nelle finali importanti e che rilancia le sue ambizioni nella stagione sul cemento americano. Dall’altra parte della rete, Rybakina deve accontentarsi del rammarico per un’occasione sfumata per un niente, lei che nel deserto aveva già vinto due anni fa e che aveva sconfitto la bielorussa nelle ultime due finali disputate. Con questo risultato, nonostante la sconfitta, la kazaka salirà al numero due della classifica WTA, il miglior ranking della sua carriera.

La cronaca di una battaglia sportiva

L’inizio del match aveva visto una Rybakina più lucida, capace di gestire gli scambi e di punire la bielorussa con una prima di palla devastante. Il primo set è scivolato via senza particolari sussulti, con la kazaka che ha mantenuto un tasso altissimo di aggressività. Nel secondo, però, la musica è cambiata: Sabalenka ha alzato la voce, ha cominciato a trovare profondità e a togliere riferimenti all'avversaria, riportando il match in parità. La vera battaglia, come da copione, si è consumata nel terzo, con una tensione palpabile che ha avvolto il campo. Gli errori, in questo contesto, sono stati pochi e sempre forzati dall’incredibile qualità della risposta e del servizio.

Le due giocatrici hanno offerto uno spettacolo di altissimo livello tecnico, dove ogni punto diventava una partita a sé. Sabalenka, sostenuta da una determinazione ferrea, ha tenuto duro quando le gambe tremavano, e alla fine ha potuto esultare per un trionfo che rappresenta una liberazione. Il suo cammino nel deserto si è concluso con il sorriso, mentre per Rybakina resta la consapevolezza di essere lì, a un passo, pronta a riprovarci.

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