Albania, Rama: i manifestanti hanno superato la "linea rossa"

Albania, Rama: i manifestanti hanno superato lalinea rossa"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro albanese Edi Rama ha accusato alcuni dei partecipanti alle proteste antigovernative di aver superato una "linea rossa", mentre lunedì le manifestazioni sono proseguite in tutto il Paese. La presa di posizione arriva al termine di una settimana segnata da scontri sempre più violenti a Tirana, dove la polizia antisommossa ha fatto ricorso a idranti, lacrimogeni e proiettili di gomma per contenere la folla, effettuando numerosi arresti.

La genesi della mobilitazione

Le proteste antigovernative note come "Flamingo" vanno avanti da mesi, con richieste di dimissioni di Rama dalla guida dell'esecutivo. La contestazione è nata in primavera contro un progetto turistico di lusso nel sud del Paese, legato all'imprenditore Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, e si è poi trasformata in una protesta generalizzata contro la corruzione, il carovita e le difficoltà economiche.

All'inizio della scorsa settimana la tensione è ulteriormente salita quando un movimento studentesco, che chiede interventi contro le elevate tasse universitarie e condizioni migliori negli atenei, ha lanciato nuove manifestazioni. Gli studenti hanno boicottato le lezioni e si sono radunati davanti al ministero dell'Istruzione, già teatro di violenze nei giorni precedenti.

Gli scontri e le richieste dei manifestanti

Nel corso della settimana alcuni gruppi hanno dato fuoco a edifici pubblici e commerciali, lanciato bombe molotov e fuochi d'artificio contro gli agenti, mentre la polizia rispondeva con i mezzi antisommossa. Secondo i dati forniti dal ministro dell'Interno Ervin Demo, negli ultimi sei giorni si sono registrati 295 feriti, tra cui agenti, manifestanti e giornalisti. Tra i fermati figurano anche sette minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni. I docenti denunciano presunte violazioni dei diritti umani e chiedono un governo di transizione.

"Continueremo il nostro movimento finché Rama non si dimetterà. Non siamo criminali, vogliamo pace sociale e condizioni di vita migliori nel nostro Paese", ha dichiarato all'agenzia France Presse Leka Sina, studente ventiduenne.

La replica del premier e le misure per le forze dell'ordine

Rama, al potere dal 2013, respinge le richieste di dimissioni ma si è detto disponibile al dialogo con chi protesta pacificamente. "Le proteste sono un diritto, mentre la violenza è un crimine, e questa linea rossa sarà tracciata con fermezza in questa fase cruciale del nostro sviluppo democratico", ha scritto il premier in un post sui social, invitando i manifestanti a prendere le distanze dai violenti. "Io e la maggioranza di governo siamo pronti al dialogo con chiunque, tranne che con i rivoltosi e con i partiti politici che non prendono le distanze dalla violenza", ha aggiunto.

Nel corso di un incontro con gli agenti impegnati nel mantenimento dell'ordine, Rama ha annunciato un riconoscimento di 2.500 euro per ciascun poliziotto schierato in prima linea e un aumento salariale significativo a partire dal primo gennaio. Il premier ha inoltre accusato Russia e Iran di alimentare i disordini attraverso decine di migliaia di profili falsi sui social network, sostenendo che senza tale interferenza la mobilitazione non sarebbe mai nata.

Le reazioni istituzionali

La Commissione europea è intervenuta domenica con una dichiarazione in cui condanna le violenze in Albania, affermando che "non hanno posto in una società democratica" e che la risposta delle autorità "deve rimanere nel quadro della legge ed essere proporzionata". Bruxelles ha ricordato che la libertà di riunione e di espressione sono diritti fondamentali e valori europei essenziali, da esercitare in modo pacifico, e che in un Paese candidato all'adesione le rimostranze vanno affrontate attraverso un dialogo costruttivo.

Il leader dell'opposizione Sali Berisha ha chiesto le dimissioni immediate del premier, definendole l'unica via d'uscita dalla crisi, mentre il presidente della Repubblica Bajram Begaj ha invitato alla calma e offerto disponibilità al dialogo.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.