Acquaroli bis, la giunta nelle Marche è fatta: tre sindaci e le deleghe ridisegnate
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Redazione Interno
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Dopo quasi tre settimane di trattative serrate, definite non senza una certa asperità come "trattative con il coltello tra i denti", il governatore Francesco Acquaroli ha finalmente sciolto ogni riserva e presentato la nuova giunta regionale delle Marche. Lo stillicidio di vertici inconcludenti e bracci di ferro, che aveva caratterizzato il periodo successivo alle elezioni del 28 e 29 settembre, ha così trovato una sua composizione, permettendo la convocazione della conferenza di presentazione della squadra in vista della prima seduta del Consiglio regionale. Una mediazione, come spesso accade, che porta con sé il retrogusto di un compromesso, ma che ha il pregio di aver chiuso una fase di stallo e di aver definito un assetto di governo per i prossimi cinque anni.
Il puzzle delle deleghe e i nomi in pole
La formazione dell’esecutivo non è stata una mera questione di riempire i vuoti, ma ha implicato un’attenta e delicata redistribuzione delle deleghe, alcune delle quali già al centro di precedenti riassetti. L’operazione ha riguardato, tra le altre, la delega al turismo che il sindaco aveva avocato a sé dopo l’uscita di Gironacci, e quella all’urbanistica, che Ciarapica aveva commissariato in seguito a delle difficoltà emerse in materia di varianti, depotenziando di fatto l’assessore Roberta Belletti. In questo contesto, Pantella e Tiberi sono finiti in pole position, sebbene il primo cittadino avesse in precedenza tolto la delega che era stata assegnata a Pantella in quota alla lista civica Civitanova Unica.
Porte girevoli in Consiglio regionale
Con la giunta ormai composta, si spalancano le cosiddette porte girevoli di Palazzo Leopardi, dove un esecutivo tutto interno ha generato un ricambio di posti in Consiglio regionale. Al posto dei neo assessori, infatti, fanno il loro rientro Biondi e Assenti, mentre tra i primi dei non eletti si aprono delle possibilità supplettive. Questa dinamica è figlia della modifica alla legge elettorale approvata nell’ottobre 2019, la quale ha introdotto l’incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere. Nel Pesarese, ad esempio, Nicola Baiocchi si trova a dover ringraziare nuovamente il collega di Fratelli d’Italia Francesco Baldelli, nonostante tra i due, per usare un eufemismo, non corra buon sangue.
L'ultimo nodo e la squadra definitiva
L’ultimo e più complesso nodo da sciogliere in seno alla maggioranza di centrodestra era rappresentato dalla designazione dell’assessore in quota Lega. Alla fine, dopo discussioni fuori e dentro i partiti, la spunta il sindaco di Cartoceto, Enrico Rossi, al quale dovrebbero andare non solo le deleghe all’agricoltura ma anche la carica di vicepresidente. La sua figura si aggiunge a quella di altri primi cittadini, come Calcinaro, che andrà alla sanità, confermando la presenza di tre sindaci all’interno della squadra di governo, un elemento che segna un preciso indirizzo politico-amministrativo per la legislatura che sta iniziando.




