Fastweb e Starlink, primo test italiano per la connettività satellitare sugli smartphone

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La convergenza tra reti terrestri e infrastrutture satellitari, un tema ormai centrale nel dibattito sulle telecomunicazioni, ha raggiunto un nuovo capitolo anche in Italia. Fastweb, che dal primo gennaio opera come Fastweb S.p.A. integrando le attività di Vodafone Italia, ha annunciato l'avvio della prima sperimentazione nazionale della tecnologia Direct to Cell sviluppata da Starlink, la divisione satellitare di SpaceX.

Questa iniziativa, che si inserisce in un percorso più ampio di evoluzione del settore, mira a esplorare soluzioni per estendere la copertura mobile oltre i limiti delle tradizionali reti radiomobili, con un'attenzione particolare alla riduzione del divario digitale nei territori dove le infrastrutture terrestri risultano complesse o economicamente poco sostenibili da realizzare.

La sperimentazione negli Appennini

Il primo banco di prova per questa tecnologia avrà luogo in un'area dell'Appennino centrale, una scelta che risponde a criteri precisi legati all'orografia del territorio e alla densità abitativa. In queste zone, la costruzione di nuove torri cellulari si scontra spesso con difficoltà morfologiche e costi proibitivi, creando quelle "zone d'ombra" della connettività che la tecnologia satellitare intende ora illuminare. L'accordo tra Fastweb e Starlink prevede una fase di test tecnico, riservata agli addetti ai lavori e autorizzata fino al 30 settembre, con un massimo di tremila partecipanti.

Non si tratta quindi del lancio di un servizio commerciale per il grande pubblico, ma di una sperimentazione mirata a verificare l'integrazione tra la rete mobile dell'operatore e la costellazione di satelliti in orbita bassa di SpaceX.

Come funziona la tecnologia Direct to Cell

Ciò che rende particolare questa tecnologia è la sua capacità di trasformare i satelliti in vere e proprie stazioni radio base nello spazio, aggirando la necessità di antenne dedicate o terminali satellitari specifici. I satelliti Starlink abilitati per il Direct to Cell, che orbitano a circa 360 chilometri di altitudine, sono equipaggiati con un modem eNodeB e antenne a schiera che consentono loro di comunicare direttamente con i normali smartphone 4G, utilizzando lo spettro radio di Fastweb.

In pratica, quando un dispositivo perde il segnale della rete mobile terrestre, il passaggio alla rete satellitare avviene in automatico, senza che l'utente debba modificare alcuna impostazione o attivare funzioni particolari, garantendo così una continuità di servizio laddove prima il telefono diventava semplicemente inutilizzabile.

I servizi attivi e le prospettive future

In questa fase iniziale della sperimentazione, l'attenzione è concentrata sui servizi di messaggistica e sui dati per applicazioni leggere. Gli utenti potranno inviare e ricevere SMS e MMS, nonché utilizzare app come WhatsApp e Google Maps, che richiedono una larghezza di banda limitata. Le chiamate vocali tradizionali rimangono invece escluse da questa prima fase, un limite tecnologico che Starlink prevede di superare a livello globale nel corso del 2026 con l'introduzione di satelliti di nuova generazione.

Al termine del periodo di test, e solo dopo aver ottenuto il via libera dalle autorità competenti, Fastweb valuterà le condizioni per un eventuale lancio commerciale del servizio, che si configurerebbe come un'estensione della rete mobile tradizionale piuttosto che come sua sostituzione.

Un'alleanza strategica per la digitalizzazione

L'iniziativa è stata accolta con favore da entrambe le parti coinvolte, che ne hanno sottolineato il valore strategico. Stephanie Bednarek, Vice President of Commercial Sales di SpaceX, ha dichiarato l'entusiasmo per la partnership, evidenziando come il servizio satellitare per il mobile possa migliorare l'esperienza dei clienti in zone remote. Sulla stessa linea, Marco Raimondi, Head of B2C Products di Fastweb, ha ribadito l'obiettivo di contribuire alla digitalizzazione del Paese, posizionando l'azienda all'avanguardia nell'innovazione del panorama delle telecomunicazioni italiano.

La sperimentazione italiana, del resto, non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto internazionale che vede Starlink stringere accordi simili con operatori come T-Mobile negli Stati Uniti, One NZ in Nuova Zelanda e MasOrange in Spagna, configurando un modello di collaborazione sempre più diffuso per espandere i confini della connettività mobile.

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