Napoli, due donne trovate morte in un cantiere: fermato un 48enne

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Napoli torna al centro della cronaca dopo il ritrovamento di due donne morte all’interno di un cantiere edile di Pollena Trocchia, nel Napoletano, dove i carabinieri sono intervenuti nella notte dopo una segnalazione arrivata al 112. I militari della sezione operativa della Compagnia di Torre del Greco e quelli della Tenenza di Cercola hanno raggiunto viale Italia intorno alle 00.45, trovando i corpi sul pavimento del piano seminterrato di un edificio in costruzione. Le vittime, inizialmente ancora in corso di identificazione, sarebbero precipitate da due piani ascensore all’interno della struttura abbandonata. Con il passare delle ore sono emersi i dettagli dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Nola, che ha portato al fermo di Mario Landolfi, 48 anni.

La confessione dopo il ritrovamento delle due donne

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime sono una donna italiana di 29 anni e una 49enne di origine ucraina. Le due prostitute sarebbero state uccise in momenti diversi dopo una lite scoppiata con il cliente per il pagamento della prestazione sessuale. Durante il lungo interrogatorio davanti ai carabinieri, Mario Landolfi avrebbe confessato di aver spinto entrambe nel vuoto all’interno del cantiere di Pollena Trocchia. L’uomo, disoccupato, sposato e residente a Sant’Anastasia, vive con il reddito di inclusione ed è descritto dagli investigatori come consumatore di stupefacenti. Ha inoltre precedenti per spaccio e contrabbando di sigarette.

Le due donne si chiamavano Sara e Lyuba e avevano 29 e 49 anni. I loro corpi sono stati trovati in un complesso di palazzine mai completate, a poca distanza da una scuola di viale Italia. L’area, da anni incompiuta, è diventata il luogo in cui si sarebbero consumati i due omicidi confessati dal 48enne. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore delle vittime e i movimenti dell’uomo, mentre l’ipotesi che potesse trasformarsi in un serial killer di prostitute è uno degli elementi emersi nelle prime fasi dell’indagine.

La segnalazione al 112 e le testimonianze decisive

Determinante per l’intervento delle forze dell’ordine è stata la chiamata arrivata al 112 da alcune persone che avevano notato movimenti sospetti nei pressi del cantiere. Due coppie di ragazzi hanno raccontato agli investigatori di aver visto una delle donne entrare con l’uomo nelle palazzine abbandonate. Una testimonianza descrive la vittima come “magra, piccolina” e “intimorita”, mentre seguiva l’uomo all’interno dell’edificio. Poco dopo, sempre secondo il racconto fornito ai carabinieri, lui sarebbe uscito da solo.

Quelle segnalazioni hanno permesso agli investigatori di concentrare rapidamente l’attenzione sul 48enne e di avviare gli accertamenti che hanno portato alla confessione. Le testimonianze raccolte hanno contribuito a ricostruire la dinamica dei fatti e il contesto in cui si sarebbero verificati i due omicidi. Il cantiere di Pollena Trocchia, già noto per essere parte di una vicenda legata a una truffa immobiliare mai conclusa, è diventato così il centro di un’indagine che ha scosso l’intera area vesuviana.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.