West Nile, primo caso nel Lazio del 2026: positivo un paziente in provincia di Latina
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Redazione Salute
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La nuova stagione di sorveglianza epidemiologica per il virus West Nile si apre con un caso confermato in provincia di Latina, a segnare il primo contagio del 2026 nell'intero Lazio. Secondo quanto appreso da fonti sanitarie, la positività è stata accertata su un paziente ricoverato all'ospedale Santa Maria Goretti, dove attualmente si trova in buone condizioni cliniche nel reparto di Malattie infettive e non desta particolare preoccupazione.
Un quadro che, come tiene a precisare la Asl locale, non deve essere interpretato come un segnale d'allarme, quanto piuttosto come l'evento che attiva i consueti protocolli di monitoraggio previsti per il periodo estivo-autunnale.
Il territorio già colpito lo scorso anno
Il territorio pontino non è nuovo a questo genere di evenienze, avendo rappresentato già nella scorsa estate il principale focolaio regionale dell'infezione veicolata dalle zanzare. La circolazione del virus, trasmesso all'uomo esclusivamente attraverso la puntura di insetti infetti, trova proprio nelle aree umide e nelle temperature elevate della provincia di Latina un ambiente particolarmente favorevole alla diffusione.
Un dato, quest'ultimo, che spiega perché le autorità sanitarie locali abbiano mantenuto alta l'attenzione fin dai primi segnali stagionali, senza peraltro trascurare le indicazioni già maturate durante la precedente emergenza.
Decorso asintomatico e rischi per i fragili
Il virus West Nile, va ricordato, nella stragrande maggioranza dei casi decorre in forma del tutto asintomatica o con disturbi lievi e transitori, caratteristica che rende spesso sottovalutata la sua effettiva incidenza. Tuttavia, come sottolineano gli specialisti, è nelle persone fragili o con patologie preesistenti che il rischio di complicanze neurologiche si fa concreto, imponendo un livello di attenzione ben più elevato rispetto alla popolazione generale.
Ed è proprio su questo fronte che medici e autorità sanitarie stanno concentrando le loro raccomandazioni, invitando alla prudenza e all'adozione di misure di protezione individuale contro le punture di zanzara.
Sorveglianza attiva e misure di prevenzione
La conferma del caso ha determinato l'avvio operativo della sorveglianza epidemiologica regionale per la stagione calda, un sistema che prevede il potenziamento dei test sui donatori di sangue e il rafforzamento delle attività di disinfestazione nelle aree a maggiore densità di insetti.
La direttrice generale della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli, ha voluto rassicurare la popolazione dichiarando che "non c'è alcun allarme", ma al contempo ha ribadito l'importanza di comportamenti virtuosi come l'utilizzo di repellenti, l'installazione di zanzariere e l'eliminazione dei ristagni d'acqua, piccoli accorgimenti che possono ridurre sensibilmente il rischio di esposizione al vettore.




