Fiorentina al Mapei, l'appuntamento con la svolta non può più attendere
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Redazione Sport
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Un dicembre decisivo, che si apre con una trasferta dal sapore di ultimatum, attende la Fiorentina di Vanoli. La sconfitta interna contro il Milan, giunta nonostante una prestazione per lunghi tratti lodevole, ha infatti accentuato la necessità di concretizzare in punti il percorso di crescita del gruppo, lasciando intravedere — in caso contrario — uno scenario di lotta fino all'ultimo respiro per la salvezza. La partita contro il Sassuolo, squadra storicamente ostica per i viola come dimostrano le statistiche, rappresenta dunque un banco di prova insormontabile, una di quelle gare che, per quanto precoci nel calendario, possono già tracciare un solco profondo nella stagione di una società. L'assenza di vittorie in campionato, un dato oggettivo che pesa come un macigno, rende l'appuntamento di Reggio Emilia una sorta di confine: da una parte si può intravedere la possibilità di una ripartenza, dall'altra si scivola ulteriormente verso un baratro di ansia e insicurezza.
Il peso della storia e il rinvio della svolta
I numeri, del resto, non sono di conforto per i gigliati. Contro i neroverdi, in massima serie, la Fiorentina ha collezionato più sconfitte che vittorie, rimanendo a secco di successi in ben tredici delle ventidue gare disputate; un particolare, questo, che aggiunge ulteriore difficoltà a un contesto già di per sé complesso. La squadra di Fabio Grosso, pur non navigando in acque tranquille, può contare su un terreno di casa spesso propizio e sulla consapevolezza di aver saputo, in passato, essere una spina nel fianco per avversari ben più blasonati. Per Vanoli, la cui gestione viene osservata con attenzione benché il progetto sia di lungo periodo, l'obiettivo è spezzare questa tradizione negativa, trovando finalmente quella concretezza sotto porta e quella freddezza mentale finora latitanti, elementi senza i quali anche le migliori costruzioni di gioco rischiano di restare sterili esercizi stilistici.
Un calendario che offre l'occasione per risalire
Oltre alla sfida odierna, il mese offre alla formazione viola una serie di impegni teoricamente affrontabili, con due successive partite in casa contro Verona e Udinese prima del termine dell'anno solare a Parma. Si tratta di un blocco di gare che, nel disegno originario, avrebbe dovuto consentire di accumulare un bottino importante di punti; la partenza a secco, però, ha trasformato questa sequenza in una maratona di finali, dove ogni singolo scontro diventa un test di personalità e resilienza. La pressione, inevitabilmente, cresce attorno al gruppo, chiamato a dimostrare di saper reggere il peso dell'emergenza sportiva e a tradurre in risultati le sensazioni positive, pur frammentarie, offerte in qualche frangente della stagione. La partita al Mapei Stadium, trasmessa in esclusiva su DAZN, costituisce quindi il primo, imprescindibile, passo di questo percorso di risalita.
La necessità di voltare pagina
Il contesto, in definitiva, è quello di una squadra costretta a fare rapidamente i conti con le proprie lacune, conscia che il tempo a disposizione per correggere la rotta non è infinito. L'ambiente, la società e lo stesso mister chiedono una reazione netta, fatta non solo di gioco ma soprattutto di efficacia, unico vero parametro in grado di placare le tensioni e di costruire una base solida su cui lavorare. Lo spettro di una lotta salvezza prolungata, scenario che fino a poco tempo fa sembrava remoto, è diventato un'ipotesi concreta da scongiurare con i fatti, a partire dal fischio d'inizio a Reggio Emilia. Per i viola, in cerca di un primo, liberatorio, successo, non esistono più alibi o rinvii: il campo, oggi più che mai, deve diventare il luogo in cui scrivere una pagina diversa.
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