Rovereto, al via il cantiere del nuovo polo dell'idrogeno: 50 milioni per ricerca e batterie
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Redazione Economia
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Sono iniziati ieri, 30 giugno, i lavori per la costruzione del nuovo Polo Idrogeno a Rovereto, un'infrastruttura destinata a implementare le capacità di stoccaggio dell'idrogeno sull'intero territorio provinciale. L'intervento, che si sviluppa nell'area ex Arcese messa a disposizione da Trentino Sviluppo, prevede un investimento complessivo che supera i 50 milioni di euro, coperto per metà dalla Fondazione Bruno Kessler con fondi europei e per l'altra metà dalla Provincia autonoma di Trento attraverso la stessa Trentino Sviluppo.
Il progetto si inserisce nel solco della strategia di accumulo varata dalla Provincia il 31 gennaio 2025, che definisce le linee guida per ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico nei settori dell'idrogeno, dei derivati, delle batterie e dei sistemi di accumulo.
Un ecosistema europeo per la transizione energetica
Il Polo Idrogeno di Rovereto, che al momento è solo un plastico ma che diventerà realtà nei prossimi anni, è concepito come uno dei più avanzati ecosistemi europei dedicati alle tecnologie per l'idrogeno. L'obiettivo dichiarato dai vertici di Fbk e Trentino Sviluppo, Ferruccio Resta e Giuseppe Consoli, è quello di creare un grande centro dove la ricerca si trasforma in impresa, attraendo corporate e investitori internazionali.
Le stime parlano di 100 mila posti di lavoro attesi in Europa nel settore, e il Trentino intende ritagliarsi una fetta significativa di quel mercato, forte di un presidio scientifico-tecnologico rappresentato dalla Fondazione Bruno Kessler e del ruolo di raccordo con il sistema economico e imprenditoriale giocato da Trentino Sviluppo.
Il cuore scientifico e tecnologico dell'infrastruttura
Il nuovo Polo rappresenta il cuore scientifico e tecnologico di un'infrastruttura di sistema che punta a posizionarsi nelle filiere strategiche della decarbonizzazione. Con la posa della prima pietra, la fase di realizzazione delle nuove facility di Fbk prende ufficialmente il via, implementando le capacità di stoccaggio dell'idrogeno e le attività di ricerca e sviluppo sulle potenzialità energetiche di questa fonte e sulle batterie.
Il progetto, guidato dal Centro per le energie sostenibili della Fondazione Bruno Kessler, valorizza la strategia provinciale approvata a inizio 2025, che mette al centro l'innovazione tecnologica come motore della transizione energetica in Trentino.
Connessione tra ricerca, innovazione e industria
L'operazione di Rovereto non è solo un intervento edilizio, ma un tentativo strutturato di mettere in connessione ricerca, innovazione e industria, creando un punto di riferimento per imprese e investitori. L'area ex Arcese, di proprietà di Trentino Sviluppo, diventa così il polo fisico di un progetto che ambisce a diventare un hub per la transizione energetica, attirando competenze e capitali in un settore considerato strategico a livello continentale.
L'investimento di 50 milioni di euro, sostenuto da fondi europei e provinciali, si configura come un tassello fondamentale del percorso tracciato dalla Provincia autonoma di Trento per affermare il ruolo del territorio nel panorama dell'idrogeno e dei sistemi di accumulo.




