L'Italia insiste sulle restrizioni all'uso delle armi in Ucraina
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Redazione Esteri
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Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito la posizione dell'Italia sulla questione dell'uso delle armi italiane in Ucraina. Ha sottolineato che l'Italia non manderà soldati a combattere in Ucraina e che tutte le armi fornite all'Ucraina devono essere utilizzate esclusivamente all'interno del territorio ucraino.
La posizione italiana
Tajani ha affermato che l'Italia non è in guerra con la Russia e che non è previsto che le armi inviate in Ucraina possano essere utilizzate oltre il confine russo. Queste dichiarazioni sono state fatte a margine dell'apertura del Salone nautico di Venezia.
Il contesto internazionale
La situazione in Ucraina ha attirato l'attenzione della comunità internazionale. Non solo il presidente ucraino Zelensky chiede armi per difendere il suo paese, ma anche Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, Finlandia, Paesi Baltici e Stati Uniti hanno espresso la loro preoccupazione e il loro sostegno.
L'approccio italiano
Durante un incontro alla Cisl a Roma, Tajani ha ribadito la posizione italiana: "La nostra posizione è: uso delle nostre armi solo all'interno dell'Ucraina e nessun soldato italiano a combattere in Ucraina". Ha inoltre sottolineato che l'Italia è per una de-escalation, difendendo sempre il diritto all'indipendenza dell'Ucraina, ma senza voler aumentare una situazione di tensione che già esiste.




