Nuova alluvione a Portoferraio, la rabbia dopo il terzo nubifragio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre un’allerta meteo di colore giallo era in vigore, a partire dalle tredici di martedì 9 settembre un nubifragio di eccezionale violenza si è abbattuto su Portoferraio, all’Isola d’Elba, causando una situazione che le autorità non hanno esitato a definire «più grave di quella del 13 febbraio». L’evento atmosferico, che in meno di sessanta minuti ha scaricato fino a settanta millimetri di pioggia – con picchi intensissimi di trentacinque millimetri in un quarto d’ora –, ha messo nuovamente in crisi, in maniera ancor più severa, il sistema di regimazione idrogeologica del territorio, riportando la città allo stremo.

Eppure, la macchina dei soccorsi e della prevenzione si era mossa con solerzia. Già dal primo pomeriggio di lunedì 8 settembre, i responsabili della Protezione Civile comunale e delle associazioni di volontariato si erano coordinati, rimettendo in moto tutti quegli accorgimenti che, in precedenza, durante gli episodi del 20 e 21 agosto, avevano funzionato in modo soddisfacente. Misure che questa volta, tuttavia, si sono rivelate del tutto insufficienti a fronteggiare la mole d’acqua, la quale ha rapidamente trasformato le strade in impetuosi torrenti, rendendo numerose vie del centro urbano assolutamente impraticabili.

Le conseguenze, pur senza scendere in dettagli superflui, sono state di una gravità inaudita: oltre ai diffusi allagamenti che hanno sommerso autovetture e locali interrati, si sono verificati episodi che hanno richiesto l’evacuazione di residenti, alcuni dei quali sono stati tratti in salvo dopo essere rimasti bloccati nelle proprie vetture o aver cercato rifugio sui tetti delle abitazioni. Criticità maggiori si sono registrate anche in prossimità dei sottopassi ferroviari, completamente invasi dall’acqua, e in varie zone interessate da fenomeni di esondazione e da piccoli crolli.

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