Valentino, il sogno di eleganza che ha vestito il mondo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una storia, la sua, che si è intrecciata per decenni con quella del glamour internazionale, tessendo un racconto di bellezza assoluta e di stile riconoscibile tra migliaia di copertine e innumerevoli flash. Un’idea di moda, la sua, che ha superato le semplici categorie del lusso per diventare sinonimo di un’eleganza atemporale, capace di affascinare una clientela eterogenea e stellare: dalle dive di Hollywood ai potenti della terra, dalle regine alle supermodelle, fino a chiunque, donna o uomo, cercasse in un capo – fosse una cravatta, una giacca o un abito da gran sera – l’incarnazione di un desiderio.

Le Valentiniadi, l’addio di un imperatore

Era il 5 luglio 2007 quando, in una Roma trasformata in un palcoscenico hollywoodiano, Valentino Garavani veniva celebrato come un moderno imperatore. Nel Tempio di Venere ricostruito, a due passi dal Colosseo, dal genio di Dante Ferretti, lo stilista riceveva il suo tributo, poco prima di cedere il marchio al fondo qatariota Mayhoola e ritirarsi dalle passerelle. Quei tre giorni, passati alla storia come “le Valentiniadi”, furono un festival di sfarzo e nostalgia: una retrospettiva di trecento abiti all’Ara Pacis si accompagnò a cene di gala dove sfilò un parterre senza confini, che univa il jet set globale – da Caroline di Monaco a Gwyneth Paltrow – alla scena politica italiana dell’epoca, con presenze illustri come quelle di Clio Napolitano, Prodi, Berlusconi, Rutelli e Veltroni.

L’ossessione per il bello e la cura del brand

“Ossessionato dal bello, Valentino sapeva leggere la femminilità”, ricorda chi ha lavorato al suo fianco. Anche negli anni in cui la maison era già sotto il controllo di una holding finanziaria, la sua impronta rimaneva fondamentale, guidando lo stile e custodendo la storia del marchio fondato con Giancarlo Giammetti nel 1957. Una dedizione che si estendeva a tutte le linee, compresa Red Valentino, la collezione più giovane e contemporanea, gestita a livello mondiale per un triennio da un manager che ne ricorda l’impostazione rigorosa e la visione globale.

Il rifugio affettivo, un amore a sei zampe

Accanto alla vita di glitter e riconoscimenti, esisteva per Valentino un centro emotivo autentico e incondizionato: i suoi cani. Lui, che ha vestito sogni e plasmato desideri, non ha mai fatto mistero della sua priorità assoluta. “Non mi importa della collezione. I miei cani sono più importanti”, amava dichiarare, offrendo una chiave di lettura intima e inaspettata del suo carattere. Tra tutti, i Carlini occuparono un posto speciale, un amore fedele e silenzioso che superava, nella sua sfera privata, persino le pressioni dell’alta moda.

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