Wout van Aert operato con successo dopo la caduta a Mol, attesa per i tempi di recupero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'incubo di una stagione compromessa inizia a diradarsi per Wout van Aert, dopo l'operazione chirurgica alla caviglia destra che il corridore belga ha affrontato ieri, sabato 3 gennaio. L'intervento, resosi necessario a seguito della frattura riportata durante il duello sotto la neve nella prova di Mol del circuito Exact Cross, è stato definito dal suo team, il Visma-Lease a Bike, perfettamente riuscito. Un esito che, seppur positivo, apre ora la delicata fase della riabilitazione, un percorso il cui esito determinerà concretamente la possibilità di essere al via delle classiche di primavera, obiettivo principale dell'atleta. La caduta, avvenuta nel pieno di un confronto serrato con il rivale di sempre Mathieu van der Poel, aveva inizialmente generato comprensibile apprensione, circoscritta per fortuna dalle prime rassicurazioni mediche.

Il parere dello specialista sui possibili tempi

A tracciare un primo, seppur prudente, scenario sul calendario di van Aert è stato il medico sportivo Tom Teulingkx, il quale, pur non seguendo direttamente il caso, ha una consolidata conoscenza dell'atleta. Secondo la sua analisi, riportata dai media fiamminghi, in condizioni favorevoli il ciclista potrebbe tornare a pedalare sul rullo nell'arco di poche settimane. Una prognosi che, se rispettata, lascerebbe intravedere una finestra utile per costruire la condizione atletica in vista degli appuntamenti su strada. Resta inteso, come spesso accade in questi casi, che la biologa dell'osso detterà i suoi tempi, ai quali dovrà adattarsi un programma di lavoro certamente intenso e mirato.

Il gesto di van der Poel oltre la rivalità sportiva

A sottolineare come la competizione si esaurisca all'interno del rettangolo di gara è giunto, quasi in simultanea con l'annuncio dell'infortunio, il messaggio di sostegno di Mathieu van der Poel. Il campione olandese, protagonista insieme a van Aert di quella stessa sfida sotto la neve, ha pubblicamente auspicato una pronta guarigione al suo storico avversario, ricordando un'amicizia che risale all'adolescenza. Un episodio che, al di là del folclore, dimostra come certi legami trascendano le contingenze delle singole gare, radicandosi in un rispetto reciproco forgiato in anni di confronti. Quel duello a Mol, per quanto concluso in maniera brusca per uno dei due, ha quindi offerto anche uno spaccato di un rapporto umano complesso, spesso celato dagli eventi.

La macchina del team si mette in moto

Con l'intervento concluso, la palla passa ora allo staff medico e tecnico del team Visma-Lease a Bike, chiamato a orchestrare un recupero che non potrà prescindere da una gestione meticolosa dei carichi. La speranza, ovviamente, è che la definizione di "piccola frattura" comunicata inizialmente trovi piena corrispondenza in una convalescenza senza intoppi. La storia dello sport, anche di quello recente, è tuttavia costellata di episodi dove prognosi inizialmente benigne hanno incontrato ostacoli imprevisti, un dato di fatto che impone la massima cautela nelle previsioni. Quel che è certo è che l'ambiente intorno a van Aert, a partire dai suoi dirigenti, monitorerà ogni passo con attenzione, consapevole del valore di un atleta capace di segnare le sorti di qualsiasi corsa.

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