Volkswagen T-Roc, il rilancio di un best seller si fa in grande
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Volkswagen T-Roc, che ha saputo insidiare il primato di modelli iconici come la Golf – con la quale condivide l’architettura di base – si appresta a vivere un nuovo capitolo. La seconda generazione del Suv compatto, il cui arrivo è previsto per i primi mesi del 2026, è chiamata a raccogliere l’eredità di un successo planetario: oltre due milioni di unità vendute dal suo debutto nel 2017, con numeri che, solo lo scorso anno, hanno toccato le 292 mila immatricolazioni, superando persino quelli della storica hatchback.
Il nuovo modello, dopo mesi di indiscrezioni e immagini spia, ha finalmente fatto il suo debutto ufficiale. La strategia adottata dalla casa tedesca è chiara e si fonda su un principio consolidato: ingrandire per conquistare. La vettura, infatti, cresce in maniera significativa di 13 centimetri, raggiungendo una lunghezza complessiva di 4,37 metri; una scelta progettuale che, unita a un passo più ampio, si traduce in benefici tangibili per l’abitabilità interna e per la capienza del bagagliaio, ora più generoso con i suoi 465 litri.
Oltre all’ingombro, cambia profondamente l’approccio alla propulsione. La gamma motori subisce una revisione radicale, segnando il definitivo abbandono dei diesel e aprendo le porte a una nuova era ibrida. La novità più rilevante risiede nell’introduzione di due varianti full hybrid, da 136 e 170 CV, che andranno ad affiancarsi ai più convenzionali propulsori a benzina in configurazione mild hybrid. Tuttavia, come spesso accade nelle strategie di lancio, queste motorizzazioni ibride più spinte – simbolo della transizione del brand – non saranno disponibili da subito, ma verranno introdotte successivamente. Completa l’offerta, a partire dal 2026, una versione più potente da 190 CV, caratterizzata dalla trazione integrale




