GF Vip, sette concorrenti in bilico e la frattura tra giovani e veterani
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'undicesima puntata del Grande Fratello Vip, andata in onda lunedì 19 ottobre su Canale 5, si è chiusa con un verdetto che lascia aperta la partita per sette inquilini della Casa. Ilary Blasi ha condotto la serata affiancata dalle opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, gestendo due televoti distinti e una serie di nomination che hanno ridefinito gli equilibri interni al gruppo.
Nessuna eliminazione definitiva è stata decretata nel corso della diretta: il pubblico avrà modo di esprimersi nei prossimi giorni, ma il quadro dei candidati all'uscita è già delineato con precisione.
Il doppio verdetto e la busta nera
La puntata si è aperta con l'esito del televoto ereditato dalla settimana precedente, che vedeva contrapposti Valeria Marini, Carmen Di Pietro, Alessandro Varsi e Jonathan Kashanian. Blasi ha comunicato in sequenza il salvataggio di Carmen Di Pietro e di Varsi, lasciando gli altri due in sospeso fino all'ultimo istante. A spuntarla è stata la showgirl sarda, mentre Kashanian ha raccolto il 17,1 per cento delle preferenze, risultando il primo candidato all'eliminazione.
Il meccanismo della busta nera ha poi innescato un televoto flash tra Carmen Di Pietro e Giacomo Gallani: il pubblico ha premiato la prima con il 66,24 per cento, condannando il modello al secondo posto nella lista dei possibili uscenti.
Le nomination della Casa e il malumore di Guendalina
La fase conclusiva della serata è stata dedicata alle nomination, che hanno aggiunto cinque nomi ai due già in bilico. Guendalina Tavassi, Megan Ria, Andreas Müller, Alessandro Roncaccia e Marina La Rosa hanno ricevuto il maggior numero di voti dai compagni, raggiungendo così Kashanian e Gallani nel novero dei sette concorrenti a rischio. La decisione di Gallani di nominare proprio la Tavassi ha provocato una reazione immediata e piuttosto dura da parte dell'influencer, che si è sentita tradita da quella che considerava un'amicizia consolidata.
Secondo quanto ricostruito, la Tavassi ha rinfacciato al modello di aver agito per pura strategia, definendolo un infame e mettendo in dubbio la solidità del loro legame. Marina La Rosa ha tentato di mediare, spiegando che tra i due non esisteva lo stesso tipo di rapporto e che la scelta rispondeva soltanto a logiche di gioco.
Una frattura generazionale che pesa sul gioco
Al di là del caso specifico, la puntata ha fatto emergere con chiarezza una spaccatura sempre più netta tra i concorrenti giovani e quelli con più esperienza televisiva. La nomination di Gallani è stata letta dalla Tavassi come il segnale di un possibile coordinamento tra i più giovani, un sospetto che lei stessa ha espresso davanti agli altri inquilini.
Non si tratta di un tema nuovo: già nelle settimane precedenti la divisione in due gruppi aveva orientato le dinamiche interne, con i veterani da una parte e i giovani dall'altra, e le schermaglie tra Marina La Rosa e Jonathan Kashanian avevano aggiunto ulteriore attrito. La sensazione, osservando la puntata, è che il gioco delle alleanze sia ormai più rilevante dei rapporti personali, e che la posta in palio sia diventata la sopravvivenza stessa nella Casa.
Il quadro dei concorrenti e i numeri di un'edizione in affanno
I sette nomi appesi al televoto compongono un mosaico piuttosto eterogeneo. Accanto a figure storiche del reality come Marina La Rosa e Valeria Marini, quest'ultima reduce da un momento di sconforto che l'aveva portata a ventilare l'ipotesi di lasciare il gioco, figurano profili più recenti come Megan Ria, Andreas Müller e Giacomo Gallani. La presenza di Jonathan Kashanian, già vincitore di un'edizione nella versione classica del programma, aggiunge un ulteriore elemento di interesse a un verdetto che potrebbe riscrivere gli assetti della Casa.
Sul fronte degli ascolti, i dati delle settimane precedenti avevano già segnalato una certa difficoltà del format: la quarta puntata aveva totalizzato 1,9 milioni di spettatori con il 17,4 per cento di share, mentre la sesta era scesa a 1.555.000 telespettatori e al 13,8 per cento, complice anche la concorrenza della Nations League. Numeri che non impediscono al programma di restare al centro del dibattito televisivo, ma che suggeriscono quanto il meccanismo della nomination sia diventato centrale per tenere alta la tensione.
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