Puglia sotto la sferza del vento, allerta gialla per 22 ore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inizio della seconda settimana di gennaio si presenta con un volto decisamente burrascoso per la Puglia, costretta a fare i conti con un intenso maltempo che, dopo essersi manifestato in serata, ha spinto le autorità a dichiarare lo stato di allerta. La Protezione Civile regionale ha infatti diramato un’avviso di criticità di colore giallo, valido per ventidue ore a partire dalle quattordici di domenica 11 gennaio, concentrandosi inizialmente sul settore della Puglia centrale adriatica, dove si trova Andria, per poi estendersi, su impulso della Prefettura di Bari, all’intero territorio regionale. La decisione, che rientra nelle consuete procedure di allertamento per rischio meteorologico, è stata comunicata senza indugi a tutti i sindaci, alle forze dell’ordine e ai gestori delle infrastrutture, chiamati a monitorare una situazione resa precaria da venti forti e persistenti.

Le previsioni che hanno fatto scattare l'allarme

Il quadro disegnato dai bollettini, che giustifica appieno la misura di cautela, descrive l’arrivo di correnti tumultuose dai quadranti settentrionali, destinate a rinforzarsi fino a raggiungere l’intensità di burrasca nel corso del pomeriggio e della sera. Quelle stesse raffiche, le quali hanno già prodotto i primi disagi alla circolazione e alle attività all’aperto, sono attese anche sulla parte centro-meridionale della regione per l’intera giornata di lunedì 12 gennaio, con una probabile attenuazione soltanto in tarda mattinata. Ad aggravare il quadro meteorologico, oltre alla forza del vento, contribuisce anche un sensibile calo delle temperature, che unisce il suo effetto a quello delle mareggiate previste lungo le coste, fenomeno spesso sottovalutato ma potenzialmente pericoloso.

L'impatto sulle province e la macchina dei soccorsi

In province come quella di Foggia, ma non solo, la popolazione si è ritrovata a fronteggiare una giornata dominata dagli elementi, con raffiche che sollevano polvere e detriti, mettendo a rischio la stabilità di strutture temporanee e la sicurezza della viabilità, soprattutto per i mezzi più leggeri e ad alto scafo. La macchina della protezione civile, messa in stato di pre-allarme, rimane vigile per intervenire in caso di necessità, coordinando gli interventi per limitare i danni che simili condizioni atmosferiche, sebbene non eccezionali per la stagione, possono arrecare al territorio e alle persone. È in contesti come questo, del resto, che la prevenzione dimostra tutto il suo valore, evitando che situazioni di pericolo si trasformino in emergenze più gravi.

La cronaca nera e le indagini in corso

Eventi meteorologici di questa portata, purtroppo, possono talvolta accompagnarsi a episodi di cronaca che esulano dalla semplice gestione dell’emergenza, finendo sotto i riflettori delle inchieste giudiziarie. In passato, il maltempo ha costituito lo sfondo o il movente per reati di vario genere, dai furti approfittando dell’isolamento di alcune zone fino a casi più gravi, dove la furia degli elementi è stata chiamata in causa in procedimenti penali. Le autorità investigative, anche in questa circostanza, mantengono un elevato livello di attenzione, consce del fatto che la confusione e lo scompiglio portati dalla tempesta possano offrire occasioni per attività illecite, le quali vengono perseguite con rigore non appena la situazione lo consente.

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