Inflazione, Bolzano guida la classifica delle città più care
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L’inflazione continua a pesare sui bilanci familiari e Bolzano si conferma la città più cara d’Italia, con un aumento annuo della spesa che supera i 1.100 euro per famiglia. I dati territoriali diffusi dall’Istat per il mese di aprile hanno permesso all’Unione Nazionale Consumatori di elaborare la nuova graduatoria sul costo della vita nei capoluoghi italiani, evidenziando come rincari legati a energia, carburanti e alimentari stiano incidendo in modo sempre più marcato sui consumi quotidiani. Nel capoluogo altoatesino l’inflazione ha raggiunto il 3,4%, traducendosi in una spesa aggiuntiva media di 1.128 euro all’anno.
La classifica mostra un quadro molto differenziato lungo la penisola, ma con un elemento comune: il peso crescente delle spese incomprimibili. Bollette, trasporti e prodotti alimentari sono le voci che più hanno contribuito all’aumento del costo della vita. Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, l’impatto dei rincari energetici e dei costi di trasporto si sta trasferendo progressivamente anche sui prezzi di cibo e bevande analcoliche, aggravando ulteriormente il conto finale per le famiglie. Oltre a Bolzano, tra le città dove l’inflazione colpisce con maggiore forza compaiono Rimini, Udine e Roma.
Energia, carburanti e alimentari trainano i rincari
L’elaborazione dei dati Istat prende in considerazione soprattutto le categorie di spesa che negli ultimi mesi hanno subito gli aumenti più pesanti. Tra queste figurano elettricità, gas e altri combustibili, inclusi gasolio per riscaldamento e idrocarburi, ma anche i costi legati all’utilizzo dei mezzi privati, con benzina, diesel, GPL e metano in continuo aumento. A questi si aggiunge il comparto alimentare, che continua a risentire dei rincari energetici e logistici. In questo scenario Alessandria si colloca a metà classifica, pur registrando incrementi significativi proprio nelle voci considerate più sensibili per il bilancio delle famiglie.
Bolzano emerge anche nella graduatoria relativa agli aumenti dei prodotti alimentari, dove precede Genova e Reggio Calabria. Il dato conferma come il caro spesa stia assumendo un peso sempre più rilevante nelle aree urbane dove il costo generale della vita era già elevato. Sul fronte delle utenze domestiche, invece, i rincari più pesanti vengono segnalati a Caserta, Vicenza e Padova, città che registrano gli aumenti maggiori per elettricità, gas e combustibili. Si tratta di incrementi che incidono direttamente sulle spese quotidiane e che continuano a riflettersi sulle abitudini di consumo.
Dal Nord al Sud cresce il costo della vita
Se Bolzano occupa il primo posto assoluto per aggravio annuale, il Mezzogiorno continua però a registrare alcuni dei livelli di inflazione più elevati del Paese. In diverse realtà del Sud i rincari legati ai trasporti e all’energia risultano particolarmente pesanti, contribuendo ad aumentare il divario sul potere d’acquisto delle famiglie. Anche città come Cosenza e Reggio Calabria vengono indicate tra quelle dove l’impatto dei prezzi sui consumi quotidiani è più marcato, soprattutto per quanto riguarda carburanti e utilizzo dell’auto privata.
La situazione coinvolge anche la Sardegna. A Olbia, che rappresenta il capoluogo più caro dell’isola secondo i dati diffusi ad aprile 2026, l’inflazione ha raggiunto il 3,1%, con un rincaro annuo stimato in 617 euro a famiglia. Pur collocandosi al 55° posto della graduatoria nazionale, il dato conferma come il peso dell’aumento dei prezzi continui a farsi sentire su più fronti: dal carrello della spesa alle bollette, fino al pieno di carburante. L’aggiornamento diffuso dall’Istat fotografa così un’Italia dove il costo della vita continua a crescere in modo diffuso, con effetti ormai evidenti sui consumi quotidiani delle famiglie.




