Mattarella promulga la legge elettorale, Schlein: elezioni prima è meglio è

Mattarella promulga la legge elettorale, Schlein: elezioni prima è meglio è
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge elettorale, approvata ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati con 227 voti favorevoli e 164 contrari a scrutinio segreto. Il provvedimento, intitolato “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, detta le regole per il rinnovo delle due Camere. La firma del Colle chiude l’iter parlamentare e rende esecutivo il testo.

Come funziona il nuovo sistema

La riforma, ribattezzata Stabilicum dalla maggioranza, abbandona i collegi uninominali e torna a un impianto proporzionale con premio di maggioranza. Il bonus di governabilità scatta soltanto se una coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere: in quel caso ottiene 70 deputati e 35 senatori in più, senza però poter superare il tetto di 220 seggi a Montecitorio e 113 a Palazzo Madama. Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni.

Tornano le preferenze, che mancavano da oltre trent’anni, ma con i capilista bloccati: gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze. Le coalizioni dovranno inoltre indicare prima del voto il candidato alla Presidenza del Consiglio, pena l’inammissibilità della lista. Per i partiti non presenti in Parlamento le sottoscrizioni necessarie salgono da 1.500 a 6.000 in ogni collegio plurinominale, mentre restano esentati, con una norma transitoria, i partiti che al 31 dicembre 2025 avevano un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere.

La pubblicazione in Gazzetta e la vacatio legis

Con la promulgazione la riforma è legge dello Stato, ma non entra in vigore all’istante. Il passaggio successivo è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, da cui decorre la vacatio legis, di norma quindici giorni salvo che il testo fissi un termine diverso. Solo allora le nuove regole sostituiranno il Rosatellum e diventeranno il sistema con cui si eleggeranno Camera e Senato.

La nuova legge si applicherà sia in caso di voto a scadenza naturale della legislatura, prevista nel 2027, sia in caso di elezioni anticipate. Lo scioglimento delle Camere resta una decisione del governo e del presidente della Repubblica, non un effetto automatico della firma del Colle.

Le parole di Schlein

A margine dell’evento “60 under 30” promosso all’università Link di Roma dall’associazione La Giovane Roma di Federico Lobuono, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha commentato il quadro politico. “Guardate le elezioni nel Paese, prima è meglio è, lo so ho sempre detto, non è una notizia”, ha dichiarato la leader dem. Schlein aveva già espresso una posizione analoga in precedenza, sostenendo la necessità di un ricambio anticipato alla guida del Paese.

Il nodo del candidato premier

L’obbligo di indicare il candidato premier prima del voto rappresenta uno dei punti più discussi della riforma. La norma costringerà le coalizioni a sciogliere in anticipo il nodo della leadership, un passaggio che riguarda in particolare il campo del centrosinistra. La maggioranza ha difeso la scelta come strumento di chiarezza per gli elettori, mentre le opposizioni l’hanno contestata definendola una forzatura che condiziona la dinamica politica.

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