La rai tra gaffe olimpiche, rumors su poltrone e gli echi cupi del caso Epstein
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Redazione Sport
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Nella casa di viale Mazzini, mentre la macchina dei Giochi Olimpici invernali procede a rilento, sembra che si giochi una partita nella quale il destino delle persone conta meno della ricerca di una sistemazione dignitosa. La situazione, come spesso accade, è grave ma non seria, e attorno alla figura del direttore di Rai Sport Paolo Petrecca – il cui futuro appare segnato da una probabile ricollocazione a fine eventi – fioriscono ipotesi e battute, alcune delle quali lo vorrebbero a Parigi a coprire un posto scoperto, altre addirittura nel ruolo che sarà lasciato libero dalla prossima pensione della direttrice delle relazioni internazionali Simona Martorelli.
Le luci della ribalta, tuttavia, si sono accese su uno scenario ben diverso durante la cerimonia di apertura, quando lo stesso Petrecca – il cui nome, in una curiosa svista, era stato pronunciato come Ugo Petracca da chi ne riferiva – ha dato vita a una sequela di imprecisioni che hanno destato sconcerto, a partire dalla definizione dello stadio Giuseppe Meazza di Milano come “stadio Olimpico” fino allo scambio, tanto plateale quanto imbarazzante, tra la presidente del Comitato Olimpico Internazionale e la figlia dell’ex Presidente della Repubblica. Una telecronaca sciagurata, che ha offuscato persino una regia giudicata di buon livello, e che ha sollevato dubbi sulla preparazione di chi doveva guidare i telespettatori in un evento di portata mondiale.
Gli echi di quella serata si ripercuotono ora sull’organizzazione della cerimonia di chiusura, per la quale – stando a indiscrezioni provenienti da ambienti televisivi – la dirigenza avrebbe deciso di escludere Petrecca dal racconto finale. Al suo posto, i nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli del vicedirettore vicario Marco Lollobrigida e del telecronista Stefano Bizzotto, in un passaggio di consegne che appare più come una necessità che come una scelta ponderata. Un incontro tra l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e Petrecca avrebbe sancito questa linea, dimostrando come la primavera in arrivo porti con sé non solo la fine delle Olimpiadi, ma anche quel tipico rimescolamento di poltrone che sembra essere una costante nell’azienda.




