Zelensky: "Missili nordcoreani su Zaporizhzhia, Mosca cerca l'escalation"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l'uso di missili balistici di provenienza nordcoreana nel massiccio attacco missilistico che nella notte ha preso di mira la città di Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese. Un raid definito "brutale e calcolato per infliggere il massimo danno" alle infrastrutture civili, che ha causato almeno sei vittime e diciannove feriti nella sola area cittadina, secondo il bilancio provvisorio fornito dal capo dell'amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov.

L'esercito russo avrebbe impiegato, insieme ai vettori forniti da Pyongyang, anche missili ipersonici Zircon e bombe aeree guidate, in quella che si configura come una delle operazioni più violente delle ultime settimane contro un centro abitato.

Il raid notturno e le vittime civili

Le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la giornata tra le macerie di edifici residenziali e strutture non residenziali danneggiate dall'impatto dei missili, mentre gli artificieri hanno lavorato per mettere in sicurezza le aree colpite dai frammenti delle testate. Il numero complessivo delle vittime accertate dalle autorità ucraine nelle diverse località raggiunge quota dieci, con Zaporizhzhia che rappresenta l'epicentro della tragedia.

I soccorsi si sono concentrati nello sgombero dei detriti e nella ricerca di eventuali dispersi, mentre gli ospedali locali hanno attivato il piano d'emergenza per gestire l'afflusso dei feriti, molti dei quali in condizioni critiche a causa della potenza esplosiva dei vettori impiegati. Gli attacchi russi, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero deliberatamente evitato obiettivi militari per concentrarsi su zone abitate, aggravando il bilancio delle vittime tra la popolazione civile.

La denuncia di Zelensky sulla provenienza dei missili

In un intervento diffuso nella mattinata, Zelensky ha puntato il dito contro la cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang, sottolineando come l'utilizzo di missili balistici nordcoreani sul campo di battaglia ucraino rappresenti una prova tangibile dell'intensificarsi dei legami tra i due regimi. "Ogni passo che la Russia compie – ha dichiarato il leader ucraino – l'aumento della produzione di missili balistici, l'importazione di equipaggi nordcoreani, la preparazione alla mobilitazione, dimostra che Mosca non si sta preparando alla pace, ma all'escalation".

Secondo quanto riferito da Zelensky, la Russia avrebbe già ricevuto ulteriori forniture di missili balistici dalla Corea del Nord e si appresterebbe a schierare sul proprio territorio un nuovo contingente di militari di Pyongyang, in un quadro che suggerisce un allargamento del conflitto anche dal punto di vista delle alleanze internazionali.

L'accusa di utilizzare armamenti di fabbricazione nordcoreana era già emersa nei mesi scorsi, ma le dichiarazioni del presidente ucraino rappresentano una conferma ufficiale della sistematicità con cui Mosca sta attingendo alle riserve belliche del regime di Kim Jong-un.

Il contesto politico-militare e le mosse della Russia

La notizia degli attacchi missilistici arriva in un clima di crescente tensione sul fronte interno russo, dove la Corte Suprema di Mosca ha recentemente impedito all'unico partito pacifista del Paese, Yabloko, di partecipare alle elezioni per la Duma di Stato previste per il prossimo settembre. Una decisione che, agli occhi degli osservatori internazionali, confermerebbe la chiusura di ogni spazio politico alternativo alla linea bellicista del Cremlino, in vista di una possibile mobilitazione generale.

Sul campo, l'escalation degli attacchi missilistici contro le città ucraine sembra seguire una logica precisa: fiaccare la resistenza della popolazione e colpire le infrastrutture energetiche e civili, in una strategia che punta a rendere insostenibile la vita quotidiana nelle aree urbane.

La scelta di impiegare missili balistici nordcoreani, secondo alcuni analisti militari, potrebbe essere dettata anche dalla necessità russa di preservare le scorte dei sistemi d'arma più avanzati per eventuali offensive future, utilizzando i vettori forniti da Pyongyang per mantenere alta la pressione sui centri abitati senza intaccare le riserve strategiche di Mosca.

Le reazioni immediate e il quadro internazionale

La comunità internazionale, pur non avendo ancora emesso prese di posizione ufficiali dopo le ultime rivelazioni, aveva già in precedenza condannato l'impiego di missili nordcoreani in Ucraina, valutando tale pratica come una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che vietano a Pyongyang il commercio di armi. L'Ucraina, da parte sua, ha intensificato le richieste ai partner occidentali per un potenziamento dei sistemi di difesa aerea, in grado di contrastare efficacemente i vettori balistici e ipersonici sempre più frequentemente utilizzati dalla Russia.

L'attacco su Zaporizhzhia, con la sua scia di vittime civili e la distruzione di quartieri residenziali, rappresenta l'ennesimo episodio di una guerra che si trascina ormai da oltre due anni, e che sembra destinata a prolungarsi ulteriormente, alimentata dalle forniture esterne e da una strategia russa che, come sottolineato da Zelensky, non lascia intravedere alcuna volontà di giungere a un negoziato di pace.

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