Studente suicida a 15 anni, la madre chiede giustizia
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Redazione Interno
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Viktorya Ramanenca, madre di Leonardo, il quindicenne di Senigallia che si è tolto la vita domenica scorsa in un casolare abbandonato di Montignano, ha lanciato un grido di dolore e di allarme. La tragedia, che ha scosso profondamente la città, ha riacceso il dibattito sul bullismo e sulla responsabilità delle istituzioni scolastiche. Leonardo, vittima di presunti episodi di bullismo, si è suicidato utilizzando la pistola d'ordinanza del padre, un evento che ha sollevato polemiche e accuse reciproche tra genitori, istituzioni scolastiche e studenti.
Secondo quanto riportato, Leonardo aveva confidato a un professore di essere umiliato dai compagni, ma il docente non avrebbe fatto nulla per aiutarlo. La madre, assistita dall'avvocato Pia Perricci, chiede ora giustizia e chiarezza su quanto accaduto, sottolineando come altri professori facessero finta di non vedere. La procura dei minori di Ancona ha aperto un fascicolo per indagare sulle accuse mosse dai genitori di Leonardo a tre minorenni, mentre la procura ordinaria non ha ravvisato reati nei confronti della scuola.
Il giorno dopo i funerali di Leonardo, la città è divisa: genitori contro le istituzioni scolastiche, presidi contro docenti, studenti contro altri ragazzi, adulti contro giovani. In questo clima di tensione, pochi cercano di fare da pacieri. La madre di Leonardo, distrutta dal dolore, ha dichiarato di pregare per i bulli, ma di non poterli perdonare. La vicenda ha messo in luce le difficoltà delle scuole nel gestire episodi di bullismo e la necessità di un intervento più deciso da parte delle istituzioni per proteggere gli studenti più vulnerabili.
La tragedia di Leonardo non è un caso isolato. Episodi di violenza domestica e bullismo sono purtroppo frequenti e spesso sottovalutati.




