Tour de France, Evenepoel vince la cronometro della 16ª tappa: Pogacar resta in maglia gialla

Tour de France, Evenepoel vince la cronometro della 16ª tappa: Pogacar resta in maglia gialla
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sedicesima tappa del Tour de France 2026, l'unica cronometro individuale di questa edizione, ha regalato emozioni e colpi di scena lungo i 26,1 chilometri che da Évian-les-Bains conducono a Thonon-les-Bains, sul suggestivo scenario del lago Lemano.

A imporsi con una prestazione di assoluto livello è stato il belga Remco Evenepoel, della Red Bull-Bora-Hansgrohe, che ha fermato il cronometro sul tempo di 32 minuti e 19 secondi, rifilando 28 secondi al portatore della maglia gialla Tadej Pogačar (UAE Emirates XRG) e chiudendo così con un vantaggio di oltre un minuto su tutti gli altri inseguitori, eccezion fatta per lo stesso leader della classifica generale.

Il percorso e la gara della 16ª tappa

Il tracciato, che rappresentava l'unica prova contro il tempo in solitaria della Grande Boucle 2026, si è rivelato fin da subito insidioso e selettivo, caratterizzato da un primo tratto in salita verso la Côte de Larringes, un GPM di seconda categoria di 9,7 chilometri con una pendenza media del 4,3%, prima di una lunga discesa e un finale pianeggiante ma reso tecnico da numerose curve negli ultimi chilometri.

Un percorso, questo, che non ha concesso tregua agli specialisti, i quali hanno dovuto gestire con intelligenza lo sforzo, alternando fasi di potenza pura a momenti di maggiore tattica. Evenepoel, campione olimpico e mondiale della specialità, ha dettato legge sin dai primi rilevamenti cronometrici, dimostrando di essere il più forte in questa disciplina, mentre la maglia gialla Pogačar ha confermato le sue qualità, limitando i danni e conservando un cospicuo margine in classifica.

La prestazione di Evenepoel e la classifica generale

La vittoria di oggi rappresenta per Remco Evenepoel il secondo successo consecutivo in questa edizione del Tour, dopo il trionfo di domenica sulla salita del Plateau de Solaison, e la terza vittoria in una cronometro alla Grande Boucle, dopo quelle ottenute a Gevrey-Chambertin nel 2024 e a Caen nel 2025. Con questo risultato, il belga consolida la sua seconda posizione nella classifica generale, portandosi a 4 minuti e 32 secondi da Pogačar.

Alle loro spalle, la lotta per il podio si è fatta ancora più serrata: il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates XRG) si conferma terzo a 6 minuti e 51 secondi, precedendo di appena 20 secondi il francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), quarto a 7 minuti e 11 secondi. Più staccato lo spagnolo Juan Ayuso (Lidl-Trek), ora quinto a 9 minuti e 22 secondi, tallonato dal danese Mattias Skjelmose, che grazie all'ottimo terzo posto di tappa, ha guadagnato una posizione portandosi a 10 minuti e 14 secondi.

La classifica, quindi, vede i primi quattro uomini sostanzialmente divisi da meno di un minuto per quanto riguarda le posizioni dal secondo al quarto posto, mentre Pogačar gode di un margine rassicurante in ottica maglia gialla.

Il ritiro di Vingegaard e la caduta di Lipowitz

La cronometro di Évian-les-Bains è stata, purtroppo, anche teatro di un altro episodio drammatico che ha segnato la corsa: la caduta e il conseguente ritiro del tedesco Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe), che occupava la quinta posizione della generale prima della partenza. Lo sfortunato corridore, mentre stava disputando una prova solida, è scivolato in una curva, andando a sbattere contro un marciapiede e riportando un infortunio alla spalla che lo ha costretto ad abbandonare la corsa.

Un incidente che ha inevitabilmente stravolto la top 10 e che si aggiunge all'amaro ritiro del danese Jonas Vingegaard, avvenuto nella tappa precedente. Vingegaard, secondo in classifica e grande rivale di Pogačar, era stato vittima di una caduta durante la quindicesima frazione che gli aveva causato la frattura della clavicola destra, un infortunio per il quale, secondo quanto reso noto dalla sua squadra, la Visma-Lease a Bike, si è reso necessario un intervento chirurgico.

Due episodi che hanno privato il Tour di due importanti protagonisti e che hanno modificato gli equilibri della corsa, anche se Pogačar ha saputo gestire con maestria il proprio vantaggio, mantenendo saldamente la maglia gialla e avvicinandosi sempre più a un possibile tris nella Grande Boucle.

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