Campi Flegrei, Iovino accusa: "No della Regione alla prevenzione nelle scuole"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il consigliere regionale della Campania Francesco Iovino, presidente della Commissione Trasparenza, ha sollevato un vespaio di polemiche a seguito della bocciatura del suo emendamento alla proposta di legge regionale per fronteggiare le emergenze dello sciame sismico del 31 luglio scorso. La proposta, che prevedeva l'assegnazione di risorse dedicate alla prevenzione del rischio e alla formazione della popolazione scolastica nei comuni dell'area flegrea, è stata respinta.

Una decisione che Iovino ha definito singolare, soprattutto alla luce dei continui richiami all'unità istituzionale e alla responsabilità da parte della maggioranza, che poi, a suo dire, hanno scelto di non sostenere un'iniziativa proveniente dall'opposizione.

Il nodo della prevenzione e il ruolo delle scuole

La critica di Iovino si inserisce in un contesto più ampio riguardante la gestione del fenomeno bradisismico che interessa la caldera flegrea. "Siamo tutti consapevoli – ha dichiarato il consigliere – che quella dei Campi Flegrei non è una condizione temporanea", pertanto, sebbene le misure straordinarie siano necessarie e urgenti, non possono bastare. Secondo Iovino, è altrettanto fondamentale investire sulla prevenzione, accrescendo la conoscenza dei rischi, dei comportamenti di autoprotezione e delle procedure da seguire in caso di eventi critici.

Un ruolo centrale, in questo processo, è attribuito alla scuola, considerata un "moltiplicatore" di cultura della prevenzione: le nozioni apprese dagli studenti, infatti, potrebbero essere trasmesse alle loro famiglie, aumentando così il livello di consapevolezza e preparazione dell'intera popolazione. "Mi spiace – ha concluso Iovino – che non si sia compresa la valenza di un emendamento che avrebbe voluto applicare in quell'area un modello già consolidato in altri Paesi che convivono con un rischio cronico".

La seduta straordinaria e la bocciatura dello Stato di emergenza

La polemica sulla prevenzione è emersa a margine della seduta straordinaria e monotematica del Consiglio regionale, convocata proprio per discutere dell'emergenza bradisismica. Durante i lavori, tuttavia, il tema centrale è stato un altro: la richiesta di dichiarazione dello Stato di Emergenza, avanzata dall'opposizione di centrodestra, è stata infatti bocciata dall'Aula.

Una decisione che ha scatenato la reazione del capo dell'opposizione, Gennaro Sangiuliano, che ha parlato di un "atto di autentica irresponsabilità" e di un "vero e proprio schiaffo in faccia alla cittadinanza" che ha perso la casa o subito danni alle attività economiche. Sangiuliano ha inoltre sottolineato come la maggioranza abbia votato contro anche un emendamento volto ad aumentare lo stanziamento regionale da 5 a 12 milioni di euro per il Comune di Pozzuoli, escludendo al contempo i comuni di Quarto e Giugliano dalle misure previste.

La posizione del presidente Fico e del sindaco Manzoni

Alla base del rigetto della richiesta di Stato di emergenza vi è una differente strategia politica sostenuta dalla maggioranza e dal presidente della Regione, Roberto Fico. Il governatore ha dichiarato che, sebbene sia laico sulla questione, lo Stato di emergenza rischia di creare duplicazioni e caos, risultando in contrasto con la natura stabile e perenne del fenomeno bradisismico. La linea seguita dall'esecutivo regionale è, invece, quella di puntare su una legge speciale, lavorando insieme al Governo nazionale per l'abbattimento del rischio e il miglioramento sismico del territorio.

Una posizione, quest'ultima, condivisa anche dal sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, il quale ha invitato a evitare "strumentalizzazioni e slogan", sottolineando che "il bradisismo non ha colori politici" e che si debba lavorare a una legge speciale che consenta di sapere cosa fare in qualsiasi momento, piuttosto che affidarsi a stati di emergenza che, come quelli di Amatrice, si protraggono da anni senza una soluzione definitiva.

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