Presley Gerber, il ricordo di Charlotte D'Alessio e il mistero del Club 27
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La morte di Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber, continua a suscitare cordoglio e riflessioni. Il giovane modello è scomparso domenica 20 settembre 2026 all'età di 27 anni all'interno di una struttura di riabilitazione a Santa Monica, in California. Secondo quanto riportato dalle autorità, gli investigatori stanno indagando sul decesso come sospetta overdose, anche se al momento non vi sono indicazioni di reato.
La causa ufficiale della morte non è ancora stata determinata: l'autopsia è stata eseguita, ma il medico legale della contea di Los Angeles ha rinviato le conclusioni in attesa di ulteriori esami tossicologici, che potrebbero richiedere mesi.
Il messaggio dell'ex fidanzata
Tra i ricordi più personali diffusi in queste ore spicca quello di Charlotte D'Alessio, modella canadese di 28 anni che ha avuto una relazione con Presley per circa due anni. I due si erano conosciuti nel dicembre 2017 grazie alla sorella di lui, Kaia Gerber, e avevano iniziato a frequentarsi l'anno successivo. Sulle sue storie di Instagram, Charlotte ha condiviso fotografie e video che li ritraggono insieme, tra cui uno scatto in costume da bagno su un pontile vicino a un lago e un'immagine in cui i due appaiono abbracciati.
«Ho condiviso un amore puro con te e per questo ti ringrazio e onoro la tua vita. Ti meritavi più tempo. Meritavi più vita. Sono molto arrabbiata per questo», ha scritto la modella nel messaggio che accompagna una delle immagini. In un altro post, ha aggiunto: «Ti amo Pres. Sempre. Lassù, quaggiù. Non dubitarne mai. Ti amiamo tutti così tanto. Spero che tu possa sentirlo». Ha poi pubblicato un video che ritrae Presley mentre cammina verso l'oceano seguito da un cane bianco, accompagnandolo con la frase: «Ti ricorderò sempre così».
Il legame con la famiglia Clooney
La scomparsa di Presley Gerber ha colpito profondamente anche l'ambiente hollywoodiano, in particolare George e Amal Clooney, legati alla famiglia Gerber da un'amicizia che dura da decenni. L'attore è da tempo uno degli amici più stretti di Rande Gerber, con il quale nel 2013 aveva fondato insieme a Mike Meldman il marchio di tequila Casamigos. Un rapporto che nel tempo si è trasformato in una relazione tra famiglie: sia Presley sia la sorella Kaia Gerber chiamavano Clooney «zio George».
Secondo quanto riportato, George e Amal Clooney si sarebbero dati il cambio per essere sempre presenti accanto a Cindy Crawford e Rande Gerber in questi giorni di dolore, mentre l'attore avrebbe espresso la propria tristezza per la perdita del giovane.
Il percorso di Presley Gerber
Presley Gerber aveva iniziato la carriera nel mondo della moda giovanissimo, firmando con IMG Models e sfilando per Moschino prima di collaborare con marchi come Calvin Klein, Dolce & Gabbana e Celine. Negli ultimi anni aveva parlato apertamente delle proprie difficoltà legate alla salute mentale e alle dipendenze.
In un post pubblicato sui social aveva raccontato di essere «terrorizzato» mentre affrontava la riabilitazione, e nel marzo scorso aveva spiegato ai suoi follower di essersi sottoposto a un trattamento con sostanze psichedeliche, sperando che fosse l'ultima volta. Aveva anche creato una serie di video intitolata Mental Health Mondays, con l'obiettivo dichiarato di «creare un vero dialogo sulle cose che la maggior parte delle persone nasconde».
La famiglia, tramite un portavoce, ha chiesto rispetto della privacy in quello che è stato definito un periodo «molto difficile e doloroso».
Il mito del Club 27
La morte di Presley Gerber a 27 anni ha riacceso l'attenzione su un'espressione giornalistica che da decenni accompagna alcune scomparse premature nel mondo dello spettacolo: il Club 27. Si tratta di una definizione nata nel 1994, quando la morte di Kurt Cobain, frontman dei Nirvana, venne messa in relazione con quelle di Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, tutti scomparsi a 27 anni tra il 1969 e il 1971.
In precedenza, la coincidenza tra questi quattro artisti era stata notata solo occasionalmente, senza acquisire la diffusione successiva. Nel corso degli anni l'espressione è stata estesa ad altri musicisti deceduti alla stessa età, come Amy Winehouse nel 2011 e, in epoche precedenti, Robert Johnson nel 1938. I motivi di queste morti sono spesso riconducibili a abuso di alcol o droga, incidenti e suicidio.
Più che un club reale, si tratta di una costruzione culturale nata dalla necessità di trovare un filo comune tra alcune morti premature che hanno segnato profondamente l'immaginario collettivo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
