Incidente in bicicletta con Paolo Belli, muore il 41enne Alessandro Magnani: lutto nel volley reggiano
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Redazione Interno
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Un trauma cranico riportato in seguito alla caduta, un'agonia durata circa ventiquattro ore e poi il decesso, avvenuto nel pomeriggio di martedì 14 luglio all'ospedale Maggiore di Parma.
Alessandro Magnani, 41 anni, residente a Canolo di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, non ce l'ha fatta: il giorno prima, lunedì 13 luglio, era stato urtato dalla bicicletta condotta dal cantante e conduttore televisivo Paolo Belli mentre si trovava nelle campagne della Bassa Reggiana, a Cognento di Campagnola Emilia, una frazione rurale situata tra i comuni di Correggio e Campagnola Emilia.
La dinamica dell'impatto, ancora al vaglio della polizia locale dell'Unione Bassa Reggiana, presenta elementi che gli inquirenti stanno cercando di chiarire; tra le ipotesi al momento più accreditate, spicca la possibilità che un malore improvviso abbia colpito il quarantunenne prima dello scontro con il mezzo dell'artista, il quale, secondo le prime ricostruzioni, procedeva a velocità ridotta.
La dinamica dell'incidente e i soccorsi
Alessandro Magnani si trovava in via Picenardi per motivi di lavoro, essendo impiegato presso una società di servizi che si occupa di consegne a domicilio; in particolare, quella mattina stava effettuando una notifica per conto di una compagnia di distribuzione di energia elettrica, relativa a dei distacchi temporanei programmati per lavori sulla rete.
Dopo aver parcheggiato la propria automobile, stava rientrando a piedi quando si è verificato l'impatto con la bicicletta su cui viaggiava Paolo Belli, che si trovava in zona per una uscita di allenamento. L'urto ha causato una violenta caduta del 41enne, che ha battuto la testa al suolo riportando un grave trauma cranico; le sue condizioni sono apparse immediatamente critiche, tanto da richiedere l'intervento dell'elisoccorso per il trasporto d'urgenza presso il reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Parma.
Il cantante, originario di Carpi e noto volto televisivo, ha invece riportato soltanto lievi traumi fisici, ma è stato comunque accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale di Guastalla a causa del forte stato di shock in cui versava; durante i soccorsi e anche dopo essere stato dimesso, Belli ha più volte chiesto notizie sulle condizioni del pedone, ripetendo ai sanitari: "Fatemi sapere come sta quell'uomo. Come posso sapere qualcosa sulle sue condizioni?".
Le indagini e le ipotesi sulla morte
Gli accertamenti sulla vicenda sono stati avviati dalla polizia locale, mentre la magistratura aprirà un fascicolo d'indagine con l'ipotesi di reato di omicidio stradale per accertare le eventuali responsabilità. Il nodo centrale dell'inchiesta riguarda la sequenza temporale degli eventi: gli investigatori stanno valutando due principali ipotesi per spiegare il decesso di Alessandro Magnani.
La prima e più immediata è che il trauma cranico subito nella caduta sia stato letale; tuttavia, gli inquirenti non escludono che un malore improvviso abbia colpito l'uomo negli istanti precedenti l'impatto, impedendogli di accorgersi dell'arrivo della bicicletta e di mettere in atto istintivi movimenti di protezione durante la caduta.
A sostegno di questa seconda pista, gli investigatori hanno rilevato che il corpo di Magnani, nell'impatto con l'asfalto, non ha mostrato alcuna reazione difensiva con le braccia, un dettaglio che potrebbe indicare che era già privo di sensi. Per fare piena luce sulla questione, l'autorità giudiziaria disporrà l'esame autoptico sulla salma.
Chi era Alessandro Magnani, l'allenatore di volley
Figlio unico, Alessandro Magnani viveva a Canolo di Correggio e lascia la madre, residente a Reggio Emilia. Oltre all'attività lavorativa nel settore dei servizi, era una figura molto conosciuta e stimata nell'ambiente della pallavolo della Bassa Reggiana, dove aveva legato il suo nome a diverse società.
Negli ultimi due anni faceva parte del Progetto Intesa di Cadelbosco Sopra, dove allenava le squadre Under 17 e di Terza Divisione; in precedenza aveva guidato formazioni alla Gios Carpi, al Correggio Volley e alla Correggio Virtus Volley. I dirigenti e i colleghi lo ricordano come una persona generosa e professionale, attenta non solo all'aspetto tecnico ma anche al benessere dei ragazzi.
La sua passione per lo sport era evidente, così come il tifo per il Napoli e per la Reggiana; il Club Napoli Reggio Emilia lo ha salutato con un messaggio che lo definisce "tifoso del Napoli e della Reggiana, allenatore di pallavolo, la sua passione". I social network si sono riempiti di messaggi di cordoglio in queste ore; uno dei commenti più toccanti recita: "Continua ad allenare anche da lassù".




