Assalto al portavalori a Cerignola, il commando in fuga con il bottino dopo l'esplosione del portellone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La strada provinciale 231, che collega Cerignola a Canosa di Puglia, è stata teatro questa mattina di un assalto da parte di un commando armato ai danni di un furgone blindato della società di trasporto valori Battistolli. L'azione si è svolta in pieno giorno e in una zona semiperiferica, dove i malviventi, con il volto coperto da passamontagna, hanno prima bloccato la marcia del mezzo con due auto e poi fatto ricorso a una tecnica che ormai è tristemente nota alle forze dell'ordine, quella della "marmotta".

Dopo avere esploso una dozzina di colpi di fucile – che hanno costretto i tre vigilantes a bordo a fermarsi – i banditi hanno fatto brillare dell'esplosivo sul portellone posteriore, riuscendo ad aprirlo e a impossessarsi del denaro trasportato, un quantitativo che non è stato ancora reso noto e che, in parte, sarebbe finito anche sull'asfalto.

L'azione del commando e la fuga

La dinamica dell'assalto, ricostruita attraverso le prime testimonianze, racconta di un'operazione rapida e meticolosa. Il furgone blindato è stato intercettato nei pressi dello svincolo per la provinciale 231, verosimilmente mentre percorreva la tratta verso il capoluogo di provincia. I due veicoli dei malviventi hanno tagliato la strada al mezzo, costringendolo a una brusca frenata.

A quel punto, tre o quattro individui incappucciati, scesi con i fucili in pugno, hanno sparato diversi colpi, anche se stando alle prime informazioni non si registrano feriti tra gli agenti della sicurezza privata. La pressione dell'attacco ha lasciato ai tre vigilantes di guardia poche alternative, costringendoli a fermarsi e a subire la successiva fase dell'azione.

I banditi, con una rapidità che tradisce una certa familiarità con il modus operandi, hanno collocato l'innesco sul portellone posteriore, facendo saltare in aria la serratura di sicurezza e aprendosi così un varco per asportare il contenuto del vano blindato.

Inseguimento e mezzi incendiati

Dopo il colpo, la fuga è stata altrettanto rocambolesca. Sul posto sono immediatamente intervenute le volanti del Commissariato di Polizia di Cerignola, che hanno tentato di inseguire una delle due auto utilizzate per il blocco. L'inseguimento si è protratto per un breve tratto, ma i fuggiaschi sono riusciti a seminare gli agenti, facendo perdere le proprie tracce nella campagna circostante o lungo le arterie secondarie.

Come spesso accade in queste circostanze, i mezzi impiegati per la fase operativa sono stati successivamente dati alle fiamme, un gesto che serve a distruggere le prove e a ostacolare le indagini. Al momento, i roghi sono stati domati e i veicoli sono stati posti sotto sequestro per consentire alla polizia scientifica di effettuare tutti i rilievi del caso, nella speranza di recuperare elementi utili all'identificazione della banda.

La reazione dei sindacati e le indagini in corso

La violenza dell'aggressione, con l'impiego di armi da fuoco in un contesto non isolato, ha subito sollevato un forte allarme per la sicurezza degli addetti ai trasporti di valori. Da diversi sindacati di categoria è già arrivata la richiesta di maggiori garanzie per i lavoratori del settore, esposti quotidianamente a rischi elevati in un territorio, quello del foggiano, che negli ultimi anni ha visto intensificarsi azioni criminali di questo tipo.

Le forze dell'ordine, coordinate dalla Procura, stanno vagliando i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il tragitto e stanno ascoltando i tre vigilantes per raccogliere ulteriori dettagli sulla composizione del commando e sulle modalità con cui i banditi sono riusciti a organizzare il blitz. Le indagini si concentrano ora sui luoghi dove sono stati incendiati i veicoli e sulle possibili tracce di esplosivo lasciate sul portellone, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per risalire agli autori del colpo.

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