Fiorentina e Lecce si affrontano al Franchi, Dzeko in campo con Kean

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il programma della decima giornata di Serie A prosegue il suo corso, il terreno di gioco dello stadio Artemio Franchi, dove l’arbitro ha dato il via all’incontro alle ore 15, ospita una partita dal significato particolare per le sorti di entrambe le compagini. La Fiorentina di Stefano Pioli, infatti, costretta in una posizione di classifica ben più arretrata di quelle a cui la sua tradizione la vorrebbe abituata, affronta un Lecce guidato da Eusebio Di Francesco, a sua volta reduce da due sconfitte consecutive e bisognoso di punti per stabilizzare una navigazione che si preannuncia tutt’altro che semplice. Uno scontro, il loro, che va ben oltre la semplice contesa dei tre punti in palio e che assume i contorni di una vera e propria prova di carattere.

Le scelte tattiche e le formazioni

La formazione viola, schierata con il modulo 3-5-2, vede tra i pali De Gea, protetto dalla terna difensiva composta da Pongracic, Comuzzo e Ranieri. La fascia è affidata all’operosità di Dodo e Fortini, mentre a centrocampo, in una scelta che ha destato non poca attenzione, Pioli ha preferito l’inserimento di Ndour e Fagioli, accanto a Nicolussi Caviglia, lasciando fuori Rolando Mandragora. L’attacco, pesante e di esperienza, è costituito dalla coppia formata da Edin Dzeko e Moise Kean. Dal canto suo, il Lecce risponde con il suo classico 4-3-3: Falcone in porta, la difesa a quattro con Veiga, Tiago Gabriel, Gaspar e Gallo, un centrocampo composto da Coulibaly, Ramadani e Berisha, e un tridente offensivo che fa affidamento sulle velocità di Banda, Stulic e Tete Morente, con il giovane Camarda relegato in panchina.

Le assenze di spicco in casa viola

Alla diffusione dei tabellini ufficiali, l’elemento che ha immediatamente catalizzato l’interesse degli addetti ai lavori è stata l’assenza, dalla formazione di partenza della Fiorentina, di Albert Gudmundsson. Il fantasista, pilastro dell’attacco viola in questa prima parte di stagione, non è sceso in campo dall’inizio, con il suo posto che è stato occupato dall’esperto Edin Dzeko, il quale ha affiancato Moise Kean nel ruolo di terminale offensivo. Dalle indiscrezioni che circolano nell’ambiente, non sembrerebbero esservi problemi fisici di sorta per il giocatore islandese, il che lasc presupporre che si tratti di una decisione puramente tecnica, maturata nella mente dell’allenatore Pioli. Una scelta di peso, che ha inevitabilmente influenzato la struttura e i propositi offensivi della squadra di casa.

Il centrocampo rimaneggiato

Un altro tassello significativo della strategia adottata dal tecnico viola riguarda il reparto di centrocampo, dove è stata registrata l’esclusione di Rolando Mandragora. Anche in questo caso, l’ipotesi più accreditata è quella di una scelta dettata da valutazioni di natura tattica, piuttosto che da impedimenti legati alla condizione atletica del calciatore. La volontà di Pioli di imprimere un differente dinamismo alla manovra, optando per l’inserimento di Ndour e di Fagioli, ha di fatto modificato gli equilibri del settore, privandolo della consueta regia di Mandragora e puntando su caratteristiche di energia e inserimento. Qualcuno, tra i tanti, ne ha approfittato per mettersi in luce.

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