Directive 8020, tra sconti e recensioni contrastanti, il nuovo horror spaziale di Supermassive Games non trova l’unanimità

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La critica internazionale, chiamata a giudicare l’ultimo sforzo narrativo degli autori di Until Dawn, si è trovata di fronte a un paradosso. Se da un lato l’ambientazione – che abbandona i tradizionali palcoscenici terrestri per l’isolamento claustrofobico del cosmo – è stata accolta con indubbio interesse, dall’altro le meccaniche ludiche e la gestione del ritmo hanno generato un fronte altrettanto nutrito di perplessità. Il verdetto, se vogliamo, è squisitamente divisivo: c’è chi lo considera un passo avanti coraggioso per la serie The Dark Pictures Anthology e chi, invece, lo bolla come un’occasione mancata, appesantita da scelte di game design ormai datate. E in questo bailamme di giudizi, che oscillano tra l’entusiasmo e la sufficienza più algida, fa capolino anche l’aspetto commerciale, con il gioco già disponibile in sconto su Instant Gaming a un prezzo che invoglia all’acquisto d’impulso, nonostante le recensioni non proprio lusinghiere.

La recensione e il paradosso della sceneggiatura hitchcockiana

C’è una massima, quella attribuita ad Alfred Hitchcock, secondo cui per fare un bel film servono tre cose: la sceneggiatura, la sceneggiatura e la sceneggiatura. Nel segmento dei videogiochi narrativi, questa legge è sovrana, e Directive 8020 ne è la prova più lampante. La nuova creatura di Supermassive Games, infatti, poggia le sue fondamenta proprio sulla qualità della scrittura e sul peso delle scelte morali imposte al giocatore; peccato che, stando a quanto riportato da molte testate, la tensione venga spesso spezzata da sequenze stealth ripetitive e da una gestione non impeccabile dei personaggi secondari. La nave Cassiopeia, inviata verso Tau Ceti f per salvare un’umanità al collasso, diventa così il teatro di un parassita alieno mutaforma – un omaggio fin troppo esplicito a La Cosa di John Carpenter – che mina la fiducia tra i membri dell’equipaggio, ma la paranoia, per quanto ben congeniata sulla carta, a volte fatica a tradursi in un gameplay fluido e innovativo.

Il prezzo del lancio e l’offerta di Instant Gaming

Nonostante il battage promozionale e l’hype generato dal cambio di scenario (abbandonando le baie infestate o i manieri stregati per il vuoto siderale), Directive 8020 entra di diritto nel catalogo delle offerte Instant Gaming per PC Steam. Il prezzo fissato è di 31,99 euro, ai quali però va aggiunta l’IVA italiana al 22% che porta il totale a 39,03 euro; una cifra, questa, che rappresenta un taglio netto rispetto al listino ufficiale, quasi a voler ammortizzare i rischi di un acquisto a scatola chiusa. È un dato interessante, che racconta di un mercato in cui l’incertezza qualitativa spinge i distributori a tutelarsi, offrendo un incentivo economico immediato per chi, nonostante i voti altalenanti, è intenzionato a esplorare questo angolo di universo narrativo firmato Supermassive.

Trailer di lancio in italiano e la ricerca di un’identità perduta

Bandai Namco, dal canto suo, prova a tenere alta l’attenzione diffondendo un trailer di lancio completamente localizzato nella nostra lingua, un segnale della volontà di spingere il prodotto anche sul mercato italiano. Le immagini mostrano la consueta cura nella recitazione e nella direzione degli attori, ma emerge chiaramente il tentativo di movimentare la formula con sequenze d’azione più serrate rispetto ai capitoli precedenti. Eppure, è proprio su questo punto che si gioca la partita più difficile per gli sviluppatori: molti recensori hanno sottolineato come l’introduzione di meccaniche stealth e di inseguimenti finisca per cozzare con la natura intrinsecamente contemplativa e dialogica del Titolo. Il risultato è un’opera che, a tratti, sembra non riuscire a gestire la sua stessa ambizione, brancolando nel tentativo di accontentare sia chi cerca un film interattivo sia chi chiede un’esperienza survival vera e propria.

L’eredità di *Until Dawn* e il peso delle aspettative

Super massive Games, come spesso accade agli studios che hanno rivoluzionato un genere con un’opera prima folgorante, soffre il confronto con il proprio passato. Directive 8020 porta con sé l’eredità pesante di Until Dawn, e se da un lato il salto tecnologico garantito da Unreal Engine 5 regala volti e ambientazioni di assoluto realismo, dall’altro la sensazione è che la magia della sorpresa si sia ormai dissolta. La struttura è quella del "butterfly effect", con alberi narrativi ramificati che dovrebbero garantire una rigiocabilità infinita, ma alcuni critici parlano di un deja vu costante, di una formula che – seppur oliata e funzionante – non riesce più a scuotere le corde dell’emozione come un tempo. Il voto, in questo senso, non è mai bassissimo, ma raramente raggiunge l’eccellenza, rimanendo imprigionato in quella terra di mezzo che sa tanto di occasione parzialmente sprecata.

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