«Una canzone da matrimonio della camorra». La replica di Caterina Balivo e la telefonata di Cazzullo a La Volta Buona
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026, sancita dal brano Per sempre sì, continua a generare un dibattito acceso che dagli studi di registrazione si è spostato nei salotti televisivi, trovando nella puntata odierna de La Volta Buona un palcoscenico particolarmente vibrante. Il vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, aveva precedentemente utilizzato la sua rubrica per esprimere un parere tranchant sul pezzo del cantante napoletano, arrivando a definirlo, in un passaggio che ha scatenato le ire dei fan e non solo, «la colonna sonora di un matrimonio della camorra» o, volendo essere generosi, una parodia alla Checco Zalone, sottolineando come l’Italia contemporanea sembri un paese dove «chiunque possa fare qualsiasi cosa». Parole, quelle del giornalista, che hanno immediatamente sollevato un polverone, dividendo l'opinione pubblica tra chi ne difendeva il diritto alla critica e chi, invece, ravvisava in quelle espressioni un pregiudizio di fondo verso la tradizione musicale partenopea.
È in questo clima di tensione che si inserisce la reazione a caldo di Caterina Balivo, conduttrice del programma pomeridiano di Rai Uno. Durante la discussione in studio, e mentre Guillermo Mariotto provava a contestualizzare la polemica parlando di un presunto pregiudizio anti-napoletano, la Balivo ha alzato i toni, visibilmente infastidita dall'accostamento operato da Cazzullo. La sua difesa di Da Vinci si è trasformata in un'affermazione netta: c'è una certa resistenza, un fastidio di fondo, nell'accettare che un artista campano possa varcare i confini regionali e imporsi all'attenzione nazionale ed europea. «Quando si commenta la canzone di Sal Da Vinci, lo si fa sempre puntando il dito sulla città, su Napoli», ha scandito la conduttrice, quasi a voler fotografare un meccanismo che, a suo dire, si ripete ogni volta che un esponente della scena musicale del Sud ottiene un grande riscontro.
La telefonata inaspettata e il tentativo di chiarimento
Il dibattito, però, ha subito una svolta imprevista quando, nel bel mezzo della trasmissione, è arrivata in regia una chiamata a sorpresa: dall'altra parte del telefono c'era proprio Aldo Cazzullo, desideroso di spiegare la sua posizione e, forse, di smorzare i toni che nel frattempo si erano surriscaldati anche sui social network. Il giornalista ha voluto precisare il suo legame affettivo con la città di Napoli e la sua ammirazione per la grande tradizione musicale locale, citando artisti come Pino Daniele ed Enzo Arbore, nel tentativo di distinguere tra un giudizio artistico circoscritto a un brano e una presunta avversione preconcetta. Tuttavia, non ha ritrattato il suo pensiero: «Sal Da Vinci non mi piace, rappresenta quella Napoli coreografica come la vorrebbero alcuni», ha dichiarato, ribadendo la sua distanza estetica dal brano vincitore di Sanremo.
La replica della Balivo non si è fatta attendere, incentrandosi proprio sulla frase ritenuta più infelice e lesiva, quella che associava la canzone a contesti legati alla criminalità organizzata. La conduttrice ha sottolineato la pesantezza di una simile uscita, chiedendosi come si potesse bollare in tal modo un pezzo che, al di là dei gusti personali, stava riscuotendo un enorme successo di pubblico. A quel punto, Cazzullo ha tentato di alleggerire il confronto, definendo la sua stessa espressione una semplice «battuta», quasi fosse paragonabile allo stile ironico di Checco Zalone, e aggiungendo di non voler certo «litigare con nessuno». Un tentativo di pacificazione che, però, arriva dopo che il dado è ormai tratto e la polemica si è già estesa ben oltre le colonne del giornale.
Un riconoscimento istituzionale in programma
Mentre il tam tam mediatico continua a tenere banco tra talk show e commenti social, la macchina delle celebrazioni istituzionali procede indipendentemente dal polverone sollevato. L'11 marzo, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi consegnerà a Sal Da Vinci la medaglia della città, un riconoscimento ufficiale che intende celebrare non solo il successo sanremese ma il ruolo dell'artista come ambasciatore nel mondo della cultura musicale partenopea. Alla cerimonia parteciperanno anche altri talenti locali che hanno preso parte all'ultima edizione del Festival, come Luchè, Samurai Jay e Serena Brancale, a testimonianza di una scena musicale napoletana quanto mai vitale e variegata, capace di spaziare tra generi diversi e di portare avanti un'eredità culturale che evidentemente, per qualcuno, può anche diventare motivo di scontro piuttosto che di orgoglio condiviso. Un' iniziativa, quella del comune partenopeo, che sancisce un abbraccio collettivo a un vincitore che, al di là delle stroncature, continua a godere del favore popolare.




