Donnarumma, da fischi a supereroe: il Psg vola ai quarti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Gianluigi Donnarumma, il portiere del Paris Saint-Germain, ha vissuto in pochi giorni un ribaltamento di giudizi che sembra uscito da un copione cinematografico. Dopo essere stato additato come uno dei responsabili della sconfitta nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Liverpool, mercoledì scorso è stato acclamato come l’eroe della rimonta che ha regalato al Psg il passaggio ai quarti. Un’altalena di emozioni che ha trovato il suo apice nella notte di Anfield, dove il portierone azzurro ha firmato una prestazione da 9 in pagella, come l’ha definita L’Équipe, riscattando le critiche ricevute solo pochi giorni prima.
Nella gara di andata al Parco dei Principi, il Paris Saint-Germain aveva dominato il campo ma era uscito sconfitto per 1-0, con Donnarumma finito sotto accusa per non aver respinto l’unico tiro pericoloso subito. Un’accusa che, sebbene apparsa eccessiva, aveva alimentato il dibattito sulla sua capacità di fare la differenza nei momenti decisivi. Già venerdì 7 marzo, Le Parisien aveva lanciato un titolo provocatorio: "Trovare un nuovo portiere". Cinque giorni dopo, lo stesso giornale cambiava radicalmente tono, definendolo "Gigio, che eroe".
La rivincita di Donnarumma è arrivata ieri sera, in una partita che ha visto il Psg partire in svantaggio dopo il gol di Dembélé al 13’, che aveva riequilibrato il risultato dell’andata. Nonostante il dominio del Liverpool, che aveva creato diverse occasioni per allungare, il risultato è rimasto inchiodato sull’1-0 fino ai supplementari. È stato poi ai rigori che Donnarumma ha mostrato tutta la sua classe, parando i tiri di Nunez e Jones e contribuendo al definitivo 5-1, con Salah unico marcatore dei Reds dagli undici metri.
Quella di Anfield non è stata solo una serata di riscatto, ma un’ulteriore conferma della capacità di Donnarumma di brillare nelle situazioni più delicate. Già nel 2021, durante la finale degli Europei contro l’Inghilterra a Wembley, il portiere italiano si era distinto con parate decisive ai rigori, regalando all’Italia il trofeo. Ieri, in un contesto diverso ma ugualmente carico di pressione, ha replicato un’impresa analoga, dimostrando ancora una volta di saper gestire il peso delle aspettative.




