La tredicesima in Emilia-Romagna, una boccata d'ossigeno per quasi tre milioni di persone

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con l'approssimarsi delle festività, quasi tre milioni di residenti in Emilia-Romagna attendono l'accredito della mensilità aggiuntiva, un appuntamento finanziario consolidato che, stando alle rilevazioni dell'Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Inps, interessa una platea vastissima di lavoratori e pensionati. Si tratta di una somma, la cui erogazione è prevista per legge dal 1960, che tradizionalmente concorreva a finanziare i regali e le celebrazioni del periodo, ma che oggi, a causa della persistente pressione del carovita, vede sempre più spesso destinazioni d'uso differenti e più impellenti. Molti, infatti, la impiegano per far fronte alle spese quotidiane, dalle bollette alla spesa al supermercato, fino alla rata del mutuo, trasformandola da bonus per lo svago in una risorsa essenziale per il bilancio familiare.

Diritto e tempistiche del pagamento

La gratifica natalizia spetta di diritto a tutti i lavoratori dipendenti, siano essi impiegati nel settore pubblico o in quello privato, a tempo pieno o parziale, senza distinzioni. Il pagamento avviene generalmente nel mese di dicembre, spesso in abbinamento alla retribuzione ordinaria, anche se la data precisa può variare in base a quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dagli accordi aziendali. Ciò significa che, mentre per la maggior parte il bonifico arriverà entro Natale, alcuni potrebbero riceverlo in un momento leggermente successivo, pur restando nell'ambito del mese. È bene ricordare che l'importo non sempre coincide con quello di una normale mensilità, poiché viene calcolato in proporzione ai mesi di lavoro effettivamente prestati nell'anno in corso; chi, ad esempio, ha iniziato un nuovo impiego a metà anno, percepirà una somma corrispondente alla metà dello stipendio.

Le ragioni di un importo ridotto

La percezione di una tredicesima "più bassa" dello stipendio abituale, lamentata da alcuni, non è dunque un'eccezione ma una conseguenza del meccanismo di calcolo. L'ammontare, che costituisce un vero e proprio diritto irrinunciabile, viene determinato rapportando la retribuzione lorda annua ai dodici mesi, considerando però solo il periodo di effettiva presenza in azienda. Periodi di assenza non retribuita, come pure eventuali dimissioni o licenziamenti avvenuti prima di dicembre, ne riducono conseguentemente la base di calcolo. Di contro, per coloro che hanno lavorato l'intero anno senza interruzioni, la somma sarà equivalente a una retribuzione mensile completa, fatta salva la trattenuta dei contributi previdenziali e delle imposte che ne riducono l'importo netto, proprio come accade per qualsiasi altro stipendio.

Destinazioni d'uso e scenari attuali

L'evoluzione delle priorità di spesa delle famiglie, costrette a riallocare le risorse per far fronte agli aumenti dei beni di prima necessità, è il dato più significativo che emerge dalla consueta analisi sul utilizzo di questa liquidità extra. Se un tempo essa veniva prevalentemente destinata a viaggi, doni e occasioni di festa, oggi sempre più cittadini emiliano-romagnoli, come quelli nel resto d'Italia, la utilizzano per coprire voci di costo ineludibili e ricorrenti. Questo slittamento funzionale, dalla sfera del desiderio a quella della necessità, sottolinea come la gratifica rappresenti ormai un pilastro nella gestione del reddito annuale per milioni di nuclei familiari, una componente attesa e integrante del budget, piuttosto che un semplice premio natalizio.

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