Giornata nera a Caselle, dopo il caos di Bergamo voli dirottati e bagagli a terra
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Redazione Interno
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Un "problema tecnico", come è stato definito, al sistema di avvicinamento strumentale gestito da Enav, unito alle dense cortine di nebbia che sabato sera hanno avvolto la pista, ha paralizzato l’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio in uno dei weekend più trafficati dell’anno, quello del ponte dell'Epifania. L’incidente tecnico, verificatosi poco prima delle 18, ha innescato una reazione a catena di disservizi che si è propagata come un’onda anomala attraverso il network dei collegamenti, costringendo alla cancellazione o alla riprogrammazione di oltre un centinaio di voli e lasciando a terra migliaia di passeggeri, molti dei quali hanno dovuto arrangiarsi per la notte, accampandosi sui pavimenti degli scali o cercando riparo in strutture alberghiere, mentre altri hanno intrapreso viaggi alternativi via terra.
L'effetto domino e il tilt di Torino Caselle
La perturbazione generata dallo scalo orobico, che ha visto una cinquantina di voli ancora in significativo ritardo nella tarda giornata di domenica, non ha impattato soltanto i propri passeggeri. Quattro collegamenti, infatti, sono stati dirottati sull’aeroporto di Torino-Caselle, il quale, già sotto pressione per l’aumentato volume di traffico tipico di questo periodo e per le operazioni di deghiacciamento degli aeromobili rese necessarie dalle basse temperature, è stato costretto a gestire una situazione d’emergenza non prevista. La conseguenza immediata, oltre ai ritardi accumulati da diversi voli attorno alla soglia dell’ora e mezza, è stata l’impossibilità materiale di smistare il carico bagagli associato ai voli dirottati: un ammontare di millecinquecento pezzi è così rimasto bloccato, separato dai proprietari, aggiungendo un ulteriore tassello di disagio a una giornata già compromessa.
Passeggeri in attesa dalla Lapponia a Berlino
Lo scompiglio, peraltro, non si è limitato ai confini nazionali, estendendosi invece a macchia d’olio in diversi aeroporti europei. Una parte di essi è stata colpita da problematiche indipendenti, come nel caso della Grecia, dove anomalie nelle frequenze radio hanno portato alla sospensione temporanea di ogni movimento, o della Lapponia, a Rovaniemi, dove un gruppo di turisti italiani ha trascorso una notte in condizioni proibitive, tra temperature polari e un’assistenza giudicata carente, in attesa che le operazioni di rientro potessero prendere il via nella giornata di domenica. A Berlino, invece, circa centonovanta passeggeri, per la maggior parte connazionali, hanno vissuto una situazione di stallo forzato, trovandosi bloccati nello scalo tedesco per oltre ventiquattr’ore, in un limbo di attese e incertezze che ha caratterizzato il rientro dalle vacanze per un numero elevato di persone.
La lenta ripresa e i disagi assorbiti




