Individuato l'autore degli spari contro il team di ciclisti a Peri, il movente: "avversione"
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Redazione Interno
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I carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese hanno identificato e denunciato il responsabile dei due colpi di pistola esplosi sabato scorso contro un gruppo di ciclisti in allenamento sulla statale 12, a Peri. Si tratta di un venticinquenne di Dolcè, fino ad ora incensurato, le cui motivazioni, secondo quanto accertato dalle indagini, si radicherebbero in futili contrasti di circolazione e, soprattutto, in una marcata avversione verso quella categoria di sportivi. L'uomo, il cui nome non è stato reso noto, ha agito utilizzando una pistola scacciacani, dalla quale aveva rimosso il caratteristico tappo rosso, conservandola poi nell'abitacolo della sua vettura: un'arma, per sua fortuna e per quella dei giovani atleti, caricata a salve, ma la cui vista ha generato un comprensibile terrore.
La ricostruzione dell'agguato stradale
La dinamica, ricostruita meticolosamente dai militari attraverso l'analisi dei filmati di sorveglianza e dei sistemi di lettura automatica delle targhe, non lascia spazio a dubbi. L'automobilista, sorpassando la colonna di ciclisti del team Padovani, ha abbassato il finestrino ed ha estratto l'arma, puntandola verso i giovani e facendo fuoco due volte. Un gesto di inaudita violenza, compiuto in pieno giorno su una strada trafficata, che ha creato una situazione di estremo pericolo, minando non solo la sicurezza fisica ma anche la serenità di chi pratica sport all'aria aperta. I ragazzi colpiti dalla furia insensata, tutti di età compresa tra i diciannove e i ventidue anni, hanno riferito di aver visto chiaramente l'arma, vivendo momenti di paura intensa.
Il dettaglio che ha condotto all'identificazione
L'iter investigativo, per quanto rapido, non è stato immediato; i carabinieri di Caprino Veronese e della stazione locale hanno dovuto scandagliare ore di riprese, inseguendo la traccia del veicolo sospetto. Un particolare apparentemente minore, un faro rotto sull'auto dell'aggressore, ha fornito un elemento tecnico cruciale per correlare tra loro diverse sequenze video e risalire infine al proprietario del mezzo. Quel dettaglio meccanico, unito all'incrocio dei dati sulla percorrenza, ha permesso di chiudere il cerchio e di condurre i militari all'individuazione del giovane, colto dunque in flagranza di reato virtuale grazie alle prove raccolte.
La reazione del mondo dello sport
Alessandro Petacchi, ex campione e oggi team manager della squadra coinvolta, la S.C. Padovani Polo Cherry Bank, ha espresso sconcerto e preoccupazione per l'accaduto, sottolineando come il gesto sia da attribuire a "uno squilibrato". La sua testimonianza, che arriva da un professionista vissuto per decenni sulle strade, aggiunge peso alla gravità dell'episodio, evidenziando un clima di tensione che talvolta si crea tra utenti della strada diversi. Pur trattandosi di colpi a salve, l'intimidazione armata rappresenta una violenza inaccettabile, che lascia un segno profondo nei giovani atleti, costretti a subire, oltre alla fatica dell'allenamento, anche l'aggressione gratuita di chi mostra insofferenza per la loro presenza.




