Gelo siberiano in arrivo, l’Italia si prepara alla morsa del freddo tra Capodanno ed Epifania

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo il maltempo natalizio che ha imperversato al Nord, lasciandosi alle spalle i suoi segni, l’assetto atmosferico sull’Europa sta compiendo una rotazione decisiva. Il ciclone, che in queste ore sta interessando ancora la Sardegna con rovesci e nubifragi locali, è ormai in partenza verso la penisola iberica, aprendo la strada a un miglioramento generalizzato durante il fine settimana. Cielo sereno, dunque, accompagnerà l’avvicinarsi del Capodanno, con temperature miti per il periodo e lo zero termico che si porterà anche attorno ai 3000 metri. Una tregua, però, destinata a durare poco, perché già da martedì sera le carte si ribalteranno completamente. L’alta pressione che si è stabilita tra Nord Atlantico ed Europa settentrionale fungerà da potente guida, canalizzando verso sud correnti gelide di origine artico-siberiana, le quali, senza più ostacoli, punteranno diritte verso il nostro Paese.

La discesa del gigante dormiente

Il freddo vero, quello che arriva dalle profondità della Russia, sembra aver terminato la sua lunga quiescenza e si appresta a valicare le Alpi. Su questo scenario, come sottolineano gli esperti, le proiezioni dei modelli matematici trovano ormai un consenso pressoché unanime, offrendo pochi appigli agli scettici. Il risultato di questa manovra, che alcuni di loro definiscono senza mezzi termini una “irruzione storica”, sarà un crollo termico repentino e marcato, specialmente nelle regioni settentrionali e orientali. Già negli ultimi giorni dell’anno, infatti, sul Nordest le temperature scenderanno stabilmente al di sotto dello zero, con picchi che, in alcune località, potrebbero toccare anche gli otto gradi sotto lo zero, nonostante un cielo prevalentemente soleggiato e l’assenza di precipitazioni significative.

Nebbia e neve, i fenomeni che accompagneranno il gelo

La presenza di un’inversione termica nei bassi strati, fenomeno tipico di queste configurazioni invernali, favorirà la formazione di banchi di nebbia persistenti, i quali interesseranno in particolare le pianure e le valli del Veneto e del Friuli, avvolgendo città come Padova, Treviso e Venezia in una coltre grigia e umida. È proprio questa umidità, però, a creare le condizioni per l’evento più atteso e temuto: la neve. L’arrivo del gelido nucleo d’aria siberiana, scontrandosi con i residui di umidità preesistenti, innescherà precipitazioni diffuse, che al Nord e sui versanti adriatici centrali cadranno ampiamente a carattere nevoso, anche a quote collinari e, in alcuni casi, di pianura. Si preannunciano, pertanto, tre giorni tra l’ultimo dell’anno e l’Epifania all’insegna del bianco e del freddo intenso.

Previsioni e scenari in evoluzione

Mentre la Bora moderata spira sulle coste orientali per poi calmarsi, l’attenzione è tutta rivolta alla precisione delle mappe meteorologiche, le quali continuano a definire i contorni di questa ondata. Le incertezze, seppur minime, permangono sui quantitativi esatti di neve e sull’esatta distribuzione geografica dei fenomeni più intensi, aspetti che le prossime ore di monitoraggio chiariranno definitivamente. Quel che è certo, e che viene ribadito con forza dagli addetti ai lavori, è la natura eccezionale del evento in arrivo, il cui impatto si farà sentire non solo sulle temperature, ma anche sulla viabilità e sulle attività quotidiane, suggerendo una preparazione adeguata per affrontare la prima, significativa prova invernale del nuovo anno.

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