Rivolta e tragedia nel carcere di Trieste
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Redazione Interno
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Un detenuto di 48 anni, Zdenko Feriancic, è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Trieste il 12 luglio. La scoperta è avvenuta alle 15:30, e nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118, l'uomo era già deceduto da almeno due ore. Feriancic, originario di Nova Gorica, era detenuto per spaccio.
La rivolta
La morte di Feriancic è avvenuta all'indomani di una rivolta scoppiata nel carcere. I detenuti del Coroneo di Trieste, esasperati dalle condizioni di vita all'interno del penitenziario, hanno dato vita a una protesta che ha coinvolto circa 130 reclusi. Hanno bruciato suppellettili e lenzuola, aperto i rubinetti per provocare allagamenti e preso d'assalto l'infermeria.
Condizioni estreme
Il carcere del Coroneo è attualmente sovraffollato, con 250 persone rinchiuse in una struttura la cui capienza massima è di 150. Le celle sono sovraffollate, con persone costrette a dormire a terra, e con le braccia e le gambe che portano i segni dei morsi delle cimici dei letti. Le alte temperature e le cattive condizioni igieniche hanno reso la situazione insostenibile.
Reazioni
La rivolta e la morte di Feriancic hanno suscitato reazioni a livello nazionale. Il sottosegretario Mantovano ha tenuto degli incontri per cercare di aumentare i servizi e le risposte da dare alla popolazione carceraria. Tuttavia, ha definito quanto avvenuto a Trieste come "ingiustificabile, inaccettabile e intollerabile".




