Italia-Brasile, una semifinale mondiale che sa di storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Julio Velasco, alla vigilia della semifinale mondiale contro il Brasile, sceglie la via dell'understatement, rifugiandosi dietro un adagio popolare reso celebre dall’ex ct del calcio Giovanni Trapattoni. “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, ha dichiarato il tecnico dell’Italvolley, cercando di alleggerire la pressione che inevitabilmente accompagna un appuntamento di tale caratura. La sua squadra, del resto, arriva da un ciclo trionfale – due Volleyball Nations League e l’oro olimpico di Parigi 2024 – che la designa, su tutti i fronti, come la formazione da battere in questa rassegna iridata che si sta svolgendo in Thailandia, a Phuket.

Nonostante i favori del pronostico, il ct è ben consapevole della difficoltà dell’impresa, dato che il trend storico nelle competizioni mondiali non è mai stato clemente con le azzurre quando incrociano la strada delle sudamericane. Un passato di sfide complicate che le atlete di Velasco hanno intenzione di riscattare definitivamente, puntando a scrivere un’altra pagina di storia dopo il successo parigino di poche settimane fa. D’altronde, il percorso del Brasile, seppur costellato da qualche momento di difficoltà – come il secondo set del quarto di finale contro la Francia dal quale sono riuscite a uscire con gran carattere – dimostra la tempra di una squadra abituata a lottare fino all’ultimo punto.

Sulla stessa linea d’onda le parole della centrale Yasmina Akrari, la quale, senza girarci troppo attorno, ha sottolineato come quella di sabato pomeriggio si prospetti “una battaglia” nel senso più vero del termine. “Il Brasile è indubbiamente una squadra dall'alto valore tecnico”, ha affermato la giocatrice, riconoscendo i meriti delle avversarie ma anche la consapevolezza del proprio valore. Un confronto, insomma, che si preannuncia equilibrato e senza esclusione di colpi, dove ogni dettaglio potrà rivelarsi decisivo per accedere all’atto finale.

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