Cagliari-Lazio 0-0, la notte in cui Palestra mette le ali e Mina rischia grosso
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Redazione Sport
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All’Unipol Domus finisce senza reti il confronto del ventiseiesimo turno di campionato tra il Cagliari e la Lazio, un pareggio che, per quanto maturato al termine di una gara non esattamente entusiasmante sotto il profilo spettacolare, offre parecchi spunti di riflessione a chi deve analizzare lo stato di forma delle due compagini. I sardi, allenati da Fabio Pisacane, confermano infatti una certa solidità nonostante le assenze pesanti che hanno decimato la rosa, e lo fanno aggrappandosi alle parate del proprio portiere e alle sgroppate del giovane esterno, mentre i biancocelesti di Maurizio Sarri, dal canto loro, mostrano ancora una volta i limiti di un possesso palla sterile che fatica a tramutarsi in pericolosità reale.
Se si scorrono i novanta minuti, l’impressione è quella di una Lazio che ha controllato il gioco senza mai averne il pieno comando, imbattendosi in una retroguardia isolana che, almeno fino all’espulsione del suo leader, ha retto bene l’urto. La nota lieta per l’ambiente sardo porta il nome di Marco Palestra, autore di una prestazione che i cronisti locali non hanno esitato a definire sontuosa -4; il suo duello sulla fascia con Luca Pellegrini è stato a senso unico, tanto che l’esterno laziale ha rimediato un’ammonizione già nel primo tempo, appeso costantemente alle giocate del suo diretto marcatore -1-4. Palestra non si è limitato alla fase difensiva, anzi, è stato il principale propulsore della manovra offensiva del Cagliari, andando anche vicino alla marcatura personale con un gol poi annullato per fuorigioco, un episodio che certifica la sua capacità di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.
A centrocampo, la mediana rossoblù ha retto l’urto grazie all’inserimenti di Michel Adopo, pericoloso in più di un’occasione, e alla regia ordinata di chi ha dovuto sopperire alle assenze -4. Dall’altra parte, tra le fila laziali, a strappare la sufficienza sono stati in pochi: Reda Belahyane è parso il più lucido in fase di impostazione, dettando i tempi e provando ad accendere la luce con passaggi che però non trovavano sbocchi adeguati, mentre Danilo Cataldi, subentrato nella ripresa a Nicolò Rovella (uscito per un problema alla spalla), ha portato la consueta quantità e un paio di conclusioni pericolose nel finale -1-7. Proprio l’infortunio di Rovella, caduto malamente dopo una trattenuta, è una delle note dolenti per Sarri, che perde un altro interprete in un momento cruciale della stagione.
La partita, però, subisce una svolta netta all’85’, quando Yerry Mina, fino a quel momento autore di una gara attenta e senza sbavature, commette un’ingenuità fatale. Il difensore colombiano, già ammonito, interviene in ritardo su Tijjani Noslin, appena entrato e subito vivacissimo, con un contatto che l’arbitro Rapuano giudica meritevole del secondo cartellino giallo -4-5. La reazione del diretto interessato e dei compagni, convinti che il fallo fosse avvenuto al di fuori dell’area di rigore, non cambia il verdetto, e il Cagliari resta in dieci. A quel punto, però, viene fuori la personalità di Elia Caprile: l’estremo difensore, chiamato in causa sporadicamente per tutta la gara, si erge a protagonista nel recupero, prima neutralizzando una punizione insidiosa di Cataldi e poi chiudendo lo specchio in altre due circostanze, regalando di fatto il pareggio ai suoi -4. Un intervento, quello finale, che vale oro e che permette ai rossoblù di mantenere la porta inviolata.




