Certificazione unica 2026, come e dove recuperare il documento per il 730 precompilato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La macchina della dichiarazione dei redditi, come ogni anno d’altronde, si rimette in moto con un passaggio obbligato: il recupero della Certificazione Unica, quel documento che per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati rappresenta la fotografia fiscale più fedele dell’anno appena trascorso. Per il periodo d’imposta 2025, infatti, la CU 2026 è già disponibile – e lo è da qualche settimana – attraverso i canali telematici gestiti da NoiPA, l’ente che cura i pagamenti dei dipendenti pubblici, e dall’Inps per quanto riguarda le prestazioni previdenziali. Chi non l’avesse ancora scaricata, insomma, non si trovi impreparato: il termine ultimo per la consegna ai sostituti d’imposta è già scaduto, ma le modalità per ottenerla autonomamente sono chiare e, va detto, piuttosto snelle.

NoiPA e l’app, la strada più veloce per il lavoratore pubblico

Per i dipendenti della pubblica amministrazione, la Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi 2025 si trova già nell’area riservata del Portale NoiPA, oltre che sull’applicazione ufficiale dell’ente scaricabile sui dispositivi mobili. Un accesso che richiede le credenziali personali, ma non solo: il sistema, va ricordato, ha già trasmesso in via telematica tutti i dati all’Agenzia delle Entrate, cosicché il modello 730 precompilato risulta già aggiornato con quelle informazioni. Il lavoratore, quindi, può anche limitarsi a verificare la correttezza delle cifre – reddito complessivo, ritenute Irpef, detrazioni e bonus eventualmente fruiti – senza necessariamente scaricare il pdf del documento, anche se averlo a portata di mano resta una prassi consigliata in caso di controlli successivi.

Le novità per le provvigioni agricole e l’impresa individuale

Dal 2026, però, il calendario delle certificazioni subisce una modifica non trascurabile, che riguarda in particolare i redditi da lavoro autonomo abituale e le provvigioni non occasionali. Per questi compensi, infatti, il termine di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate è stato spostato al 30 aprile, sempre con riferimento al periodo d’imposta 2025. Attenzione, tuttavia, a un principio che resta fermo e che spesso genera confusione: l’impresa agricola individuale, quando eroga provvigioni, non assume la qualifica di sostituto d’imposta. Significa, in soldoni, che non è obbligata ad applicare ritenute alla fonte, né a rilasciare una Certificazione Unica al percipiente, né a presentare il modello 770. Un’esclusione che ha radici nella disciplina fiscale di settore e che l’Agenzia delle Entrate ha più volte chiarito con circolari e risoluzioni.

Inps e Agenzia delle Entrate, le altre vie per pensionati e lavoratori

Per i pensionati e i titolari di ammortizzatori sociali – come la Naspi o la Dis-Coll – la Certificazione Unica 2026 è invece resa disponibile dall’Inps a partire dal 12 marzo sul sito istituzionale dell’ente. Come ricorda la circolare numero 40/2026, per scaricarla occorre obbligatoriamente lo Spid almeno di secondo livello, oppure la Carta Nazionale dei Servizi o la Carta d’Identità Elettronica. Un passaggio tecnologico che può scoraggiare i meno avvezzi al digitale, ma che ormai rappresenta lo standard per l’accesso ai servizi previdenziali. In alternativa, il documento è reperibile anche nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate – accedendo al cassetto fiscale – oppure, banalmente, richiedendolo al proprio datore di lavoro, che resta obbligato a consegnarlo entro i termini di legge. Chi non l’avesse ancora ricevuto, insomma, non è affatto in un vicolo cieco: gli strumenti ci sono, e sono a portata di clic.

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