La furia del temporale sull’Emilia: raffiche di vento, grandine e quel tronco che ha sfiorato la tragedia sulla Nuova Estense
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Redazione Interno
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La bonaccia del giorno di festa, quella del 2 giugno, è stata spazzata via nel giro di pochi minuti da un fronte temporalesco che ha sferzato la pianura emiliana con una violenza degna delle peggiori burrasche autunnali; e, laddove la natura mostra i muscoli, il risultato è stato puntualmente il caos.
Tra le province di Bologna, Modena e Ferrara – con estensioni significative verso Reggio Emilia e la Romagna – l’ondata di maltempo ha lasciato una scia di alberi sradicati, tetti divelti e una viabilità messa in ginocchio, costringendo i vigili del fuoco a un lavoro incessante per ripristinare la sicurezza.
Si contano a centinaia gli interventi: quattrocento solo nel Bolognese, dove quattordici squadre sono state impegnate a liberare le strade da piante pericolanti e a mettere in sicurezza le coperture degli edifici, con i comuni di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto e San Pietro in Casale a fare da epicentro ai disagi. E mentre l’acqua invadeva i sottopassi e le reti fognarie collassavano, il vento ha compiuto il gesto più temuto: abbattere un grosso albero proprio mentre un’auto sopraggiungeva sulla Nuova Estense.
Un tronco contro l’auto e la pioggia di 45 millimetri in mezz’ora
L’episodio che poteva trasformarsi in una tragedia, e che invece si è risolto in un puro spavento per l’automobilista coinvolto, è avvenuto all’angolo con via della Pietra. Qui, un tronco di notevoli dimensioni ha centrato in pieno un veicolo in transito, sfondando il parabrezza e danneggiando pesantemente la carrozzeria – il conducente, fortunatamente, se l’è cavata senza lesioni, seppur comprensibilmente scosso.
Nel Modenese, dove i pompieri hanno gestito una sessantina di richieste, la situazione non era da meno: a Carpi sono caduti oltre quaranta millimetri di pioggia in appena mezz’ora, accompagnati da un crollo termico di dodici gradi e da grandinate che hanno flagellato le coltivazioni e le auto in sosta. Le precipitazioni intense hanno inoltre reso necessario chiudere al traffico tratti cruciali come via Emilia Est, mentre gazebo e strutture provvisorie al Modena Park venivano letteralmente divelte dalle raffiche.
Nel Ferrarese, a Cento e Renazzo, la furia dell’acqua ha raggiunto i massimi livelli: si stimano quarantacinque millimetri di pioggia in trenta minuti, una quantità tale da trasformare le strade in veri e propri fiumi, penetrando nelle abitazioni e nei negozi del centro.
Danni diffusi e il sistema fognario in crisi tra Cento e i Lidi
L’elemento che ha maggiormente aggravato il quadro dei danni, oltre alla furia del vento (che ha strappato persino un cartellone pubblicitario in città), è stata l’improvvisa incapacità delle infrastrutture idriche di assorbire una simile mole d’acqua. A Cento, le segnalazioni di allagamento si sono moltiplicate: da via Lavinino a via Risorgimento, passando per via Donizetti e via Israeliti, l’acqua è salita rapidamente, allagando garage e piani terra.
La situazione non è stata migliore a Ostellato, dove la sindaca ha parlato apertamente di una “rete fognaria principale completamente in crisi”, incapace di reggere l’impatto del nubifragio che si è abbattuto sulla zona. E mentre gli operatori della protezione civile lavoravano per rimuovere le piante cadute – una di queste ha bloccato l’accesso ad alcune abitazioni nella frazione Mascarino, intrappolando i residenti – il maltempo continuava a spostarsi verso est, colpendo la fascia costiera.
Lungo il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, un albero caduto sulla carreggiata in direzione del mare ha provocato lunghe code e disagi alla circolazione, complicando ulteriormente il rientro dei vacanzieri che avevano approfittato della giornata di sole mattutina.
Un bilancio pesante ma senza vittime, il lavoro dei soccorritori
Malgrado l’intensità dei fenomeni – che hanno interessato con particolare virulenza anche le zone di pianura reggiana e l’area tra Carpi e Castelfranco Emilia – la cronaca di questa domenica di temporali non registra feriti, un dato che assume i contorni di un piccolo miracolo considerando la quantità di detriti caduti sulle carreggiate. A Bologna, i comandi dei vigili del fuoco hanno coordinato un’enorme mole di lavoro, estesa anche alla città e alle sue periferie dove rami pericolanti e allagamenti hanno richiesto interventi mirati.
Al lavoro anche i volontari, impegnati a garantire, nonostante tutto, la riapertura delle scuole e la pulizia delle strade per il giorno successivo. La perturbazione, partita nel pomeriggio con un caratteristico “shelf cloud” (quella nuvola a forma di mensola che annuncia l’arrivo del fronte freddo), ha lasciato dietro di sé solo macerie materiali: vetrine rotte dalla grandine, capannoni agricoli danneggiati e un sistema di drenaggio urbano da ripensare.
Se da una parte il bilancio dei danni è ancora in divenire, dall’altra la macchina dei soccorsi ha dimostrato una reattività che ha limitato i disagi, evitando che la furia degli elementi scavalcasse il confine della cronaca nera.




