Trenitalia, un altro passo nel rinnovo della flotta: firmato il contratto per nove nuovi Frecciarossa
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Redazione Economia
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Hitachi Rail, con il suo quartier generale a Napoli e lo stabilimento di Pistoia che si conferma polo d’eccellenza, ha messo nero su bianco un nuovo accordo con Trenitalia, quello che porterà alla realizzazione di nove convogli di ultima generazione. Il valore dell’operazione, che si aggira attorno ai 260 milioni di euro, va ad aggiungersi a un piano di rinnovo già imponente, andando a comporre un quadro complessivo che, entro il 2031, porterà la flotta dell’Alta Velocità a contare su 74 nuovi treni. Un numero, questo, che comprende i 36 mezzi già previsti da un contratto siglato nel 2023 e i successivi 10 acquisiti tramite opzione, a dimostrazione di come la strategia del Gruppo FS sia quella di procedere per tappe successive, consolidando via via l’investimento.
Un piano industriale che guarda alla tecnologia e all’Europa
I nuovi Frecciarossa, pur mantenendo una linea estetica riconoscibile che li lega alla tradizione del brand, rappresentano un deciso balzo in avanti sul piano tecnologico. L’intervento, che sarà visibile sia negli interni sia nei sistemi di bordo, punta a una gestione digitale sempre più integrata, migliorando l’esperienza di viaggio senza stravolgerne l’identità visiva. C’è poi un aspetto strategico di rilievo, legato all’interoperabilità: questi treni, a differenza dei predecessori, sono progettati per circolare su sette reti ferroviarie europee oltre a quella italiana. Una caratteristica, questa, che ne amplia il raggio d’azione e li trasforma in uno strumento cruciale per la mobilità del continente, posizionando la tecnologia italiana al centro delle dinamiche transfrontaliere.
La direttrice Sud e il radicamento manifatturiero nel Mezzogiorno
L’accordo con Hitachi Rail, realtà dal capitale giapponese ma con una presenza sempre più radicata nel Meridione, si inserisce in una direttrice di sviluppo che appare ormai chiaramente tracciata verso il Sud Italia. Non è un caso, d’altronde, se le risorse del Pnrr nel comparto ferroviario sono state indirizzate sin dall’inizio verso i grandi cantieri dell’Alta Velocità/Capacità, quelli che riguardano le linee Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e il potenziamento della Palermo-Messina-Catania. A questa spinta infrastrutturale si accompagna una parallela strategia industriale: da un lato l’acquisizione, da parte del Gruppo FS, dello stabilimento Firema di Caserta per internalizzare la produzione, dall’altro il rafforzamento del rapporto con Hitachi, che ha scelto Napoli come quartier generale, creando così un ecosistema manifatturiero e dirigenziale che punta a rinnovare la flotta partendo proprio da quelle officine.
Un investimento da 260 milioni che completa un quadro da quasi 4 miliardi
Il contratto appena firmato, del valore di circa 260 milioni di euro, non rappresenta un intervento isolato, ma piuttosto l’ennesimo tassello di una commessa più ampia che, complessivamente, supera abbondantemente i tre miliardi e mezzo di euro considerando gli accordi precedenti. I nove nuovi treni, che andranno a sostituire gradualmente i mezzi più datati, porteranno il totale dei convogli di nuova generazione in servizio a quota 74 entro il 2031. Ogni mezzo, progettato per rispondere a standard di efficienza sempre più elevati, è pensato per garantire non solo un miglioramento delle performance tecniche ma anche una riduzione dell’impatto operativo, in un’ottica di ammodernamento che coinvolge anche i sistemi di bordo destinati alla diagnostica e alla manutenzione predittiva.
La riconfigurazione della flotta tra capacità industriale e rinnovo tecnologico
Dietro a questi numeri c’è una strategia che punta a ridisegnare la capacità di trasporto su ferro, mantenendo il Frecciarossa come asset principale per la mobilità a lunga percorrenza. La scelta di procedere con ordini scaglionati, esercitando opzioni già previste nei contratti precedenti, consente a Trenitalia di gestire con maggiore flessibilità il turn-over dei mezzi, adeguando la flotta alle reali necessità del servizio senza soluzioni di continuità. Lo stabilimento di Hitachi Rail a Pistoia, che già era al centro della produzione di questi treni, si prepara così a sostenere un carico di lavoro che ne conferma il ruolo di hub industriale per l’innovazione ferroviaria, mentre il quartier generale napoletano coordina un’operazione che lega il destino dell’Alta Velocità italiana alle capacità ingegneristiche del territorio.




