La morte di Alessio Colletti e i termini del processo Morandi: cronaca di due tragedie italiane

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Due vicende, diverse per natura e dimensioni, hanno segnato le cronache italiane in queste ore, accomunate dal dolore di comunità intere e dal lungo braccio della giustizia. Da un lato, la scomparsa prematura di un ragazzo di quindici anni in un luna park ligure, un incidente che ha sconvolto la cittadina di Spotorno e quella di origine della vittima, Saronno. Dall'altro, le ripercussioni giudiziarie di una tragedia che ha segnato la storia recente del Paese, il crollo del ponte Morandi a Genova, con la definizione dei termini di prescrizione per i trentadue condannati in primo grado.

L'incidente al luna park di Spotorno

La tragedia si è consumata nella serata di giovedì 16 luglio, quando Alessio Colletti, un ragazzo originario di Saronno, in provincia di Varese, ha perso la vita dopo essere rimasto folgorato mentre utilizzava un'attrazione chiamata "Calciometro" presso il luna park di Spotorno, in Liguria. Alessio, classe 2010, si trovava in vacanza al mare con un amico e la famiglia di quest'ultimo.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si sarebbe tolto una scarpa prima di calciare il pallone, colpendo a piedi nudi il bersaglio e toccando poi una parte della struttura, ricevendo una scarica elettrica mortale. Sulla zona si era appena abbattuto un forte temporale con pioggia e grandine, e gli inquirenti stanno verificando l'ipotesi che l'acqua possa essersi infiltrata nell'impianto elettrico, causando un cortocircuito reso più pericoloso dal terreno bagnato.

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e i tentativi di rianimazione, il quindicenne è deceduto dopo il trasporto in ospedale.

Il cordoglio per la giovane promessa del calcio

La notizia ha suscitato un'ondata di commozione e cordoglio, che ha unito la Liguria alla Lombardia. Alessio Colletti era infatti un giovane calciatore, centrocampista e capitano della squadra Esordienti dell'Amor Sportiva di Saronno, società che lo ha ricordato con un messaggio sui social: "Ciao Colle, sarai sempre con tutti noi!". Il direttore sportivo Stefano Rovera lo ha descritto come un ragazzo educato, disciplinato e benvoluto da tutti, una promessa che l'anno prossimo sarebbe passata nella categoria Allievi.

A esprimere vicinanza alla famiglia sono state anche le istituzioni: il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha parlato di "un momento di immenso dolore", mentre il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha disposto la chiusura del luna park e la sospensione degli eventi in segno di lutto, assicurando piena collaborazione con la magistratura.

La Procura di Savona ha aperto un'inchiesta, e la sindaca di Saronno, Ilaria Pagani, ha espresso il cordoglio dell'intera comunità, ricordando che la madre di Alessio lavora per una società municipalizzata del comune.

Ponte Morandi, le scadenze della prescrizione

In un contesto completamente diverso, ma ugualmente segnato dal dolore e dalla ricerca di giustizia, si inseriscono gli sviluppi del processo per il crollo del ponte Morandi. A seguito della sentenza di primo grado che ha condannato trentadue imputati tra ex vertici e dirigenti di Aspi, Spea e Mit, sono stati definiti i termini entro cui si prescriveranno i reati contestati, ovvero il crollo colposo e gli omicidi colposi stradali. Per i trentadue condannati, il termine ultimo per la prescrizione è stato fissato tra il 7 aprile 2032 e il 14 febbraio 2036.

In particolare, per l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, il reato di crollo colposo si prescriverà il 14 agosto 2033, mentre gli omicidi colposi stradali il 14 febbraio 2036.

Le prospettive del processo e il ricordo del progettista

L'analisi dei termini prescrizionali suggerisce che non vi sia un rischio immediato di estinzione dei reati, consentendo al processo di proseguire nei successivi gradi di giudizio. Il collegio giudicante avrà 180 giorni per depositare le motivazioni della sentenza, dopodiché si aprirà la fase degli appelli, con la Procura che ha già annunciato la volontà di impugnare la sentenza per il mancato riconoscimento dell'aggravante legata alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

In questo scenario, la voce di Maurizio Morandi, figlio del progettista Riccardo Morandi, si leva a difesa della memoria del padre. In dichiarazioni passate, ha sempre sostenuto che la responsabilità del crollo non fosse da attribuire al progetto, ma alla mancata manutenzione, raccomandata dallo stesso Riccardo Morandi già nel 1981. Un'ingiustizia, secondo il figlio, che ha gettato un'ombra su un'opera che il padre considerava un "gioiello di famiglia".

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