Uova di Pasqua Marchesi richiamate per rischio metallo: i lotti coinvolti
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Redazione Economia
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Il Ministero della Salute, attraverso i propri canali ufficiali, ha reso noto un provvedimento di richiamo precauzionale che coinvolge alcune referenze di uova di Pasqua prodotte dalla rinomata Pasticceria Marchesi 1824, un nome che nella pasticceria di lusso italiana rappresenta un punto di riferimento storico. L’allerta, diramata per tutelare l’incolumità dei consumatori, segnala la possibile presenza di frammenti metallici all’interno del cioccolato, un Corpo estraneo la cui eventuale ingestione, si specifica nel comunicato ufficiale, potrebbe determinare un rischio fisico per il consumatore. Si tratta, come spesso accade in queste circostanze, di un ritiro cautelativo, voluto dall’azienda stessa e tempestivamente comunicato alle autorità competenti, che ha portato al blocco della commercializzazione dei prodotti interessati.
I controlli interni, o forse una segnalazione specifica, hanno fatto scattare la procedura che riguarda in particolare alcune linee di uova al cioccolato fondente. L’avviso, consultabile sul portale del Ministero, invita i consumatori a verificare la provenienza dei prodotti già acquistati, prestando la massima attenzione ai numeri di lotto e alle date di scadenza riportati sulle confezioni. La ditta produttrice, Marchesi 1824 Srl, ha indicato come sede dello stabilimento interessato da questa lavorazione quella di Milano in via Orobia al numero 3. La raccomandazione, per chi avesse già comprato una di queste uova, è di non consumare assolutamente l’alimento.
Quali sono i lotti delle uova di Pasqua Marchesi finiti sotto la lente
L’attenzione dei consumatori e delle autorità si è concentrata su una gamma specifica di produzione. I controlli hanno portato al ritiro delle uova di Pasqua al cioccolato fondente, ma anche di altre varianti come l’uovo mandorlato e quello ripieno di noci, disponibili in diversi formati che vanno dai 100 grammi fino agli 800 grammi. Per consentire una corretta identificazione, sono stati resi pubblici i lotti incriminati, che in questo caso coprono un arco produttivo che va dal numero L1260209 fino al L1260303, con date di scadenza che cadono il 9 aprile 2026 e il 9 maggio 2026. Solo i prodotti con questi specifici riferimenti sono potenzialmente a rischio.
La scoperta della possibile contaminazione, avvenuta durante le fasi di lavorazione del cioccolato, ha innescato la procedura di richiamo. I frammenti metallici, la cui origine è al vaglio dei tecnici, potrebbero essersi introdotti accidentalmente nella catena produttiva, un rischio questo che nelle industrie alimentari è costantemente monitorato ma che talvolta, nonostante i sistemi di controllo, si verifica. L’azienda, dal canto suo, ha provveduto a informare immediatamente tutti i rivenditori, sia quelli fisici che le piattaforme di vendita online, chiedendo di rimuovere dagli scaffali i prodotti appartenenti ai lotti incriminati.
Cosa fare se si è acquistato un uovo del marchio Marchesi
La procedura standard in questi casi è chiara e viene ribadita sia dall’azienda che dal Ministero. Chiunque avesse già acquistato una delle uova di Pasqua riconducibili ai lotti sopra menzionati, deve astenersi dal consumarle. La confezione, anche se integra e ancora chiusa, va riconsegnata al punto vendita dove era stata acquistata. I negozi, a loro volta, sono stati istruiti per gestire le restituzioni, offrendo al cliente la possibilità di scegliere tra il rimborso integrale della somma spesa oppure la sostituzione con un altro prodotto di pari valore, non appartenente ovviamente ai lotti ritirati.
Per coloro che hanno effettuato l’acquisto online, il produttore ha dichiarato di aver già contattato direttamente tutti i clienti coinvolti e di aver provveduto al blocco delle spedizioni ancora in giacenza. L’operazione, gestita con una certa rapidità, mira a limitare i disagi per i consumatori, proprio mentre le festività pasquali si avvicinano e molti italiani iniziano a fare incetta di dolciumi. La vicenda, che getta un’ombra su un prodotto simbolo della ricorrenza, resta comunque circoscritta a una parte limitata della produzione di questa storica pasticceria milanese.




