Sanremo si apre nel segno di Baudo, Tiziano Ferro strega l'Ariston. Nella top five della stampa ci sono Arisa, Brancale, Ditonellapiaga, Fedez
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Redazione Interno
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È stata la voce registrata di Pippo Baudo, accompagnata dalle note dello stacchetto musicale scritto dal maestro Pippo Caruso, ad aprire ufficialmente il sipario sulla settantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana, un’edizione che porta la firma di Carlo Conti per il secondo anno consecutivo e che sin dalle prime battute si è presentata come un lungo, doveroso omaggio al conduttore scomparso lo scorso agosto -2-6. Il pubblico dell’Ariston, gremito in ogni ordine di posto, ha risposto con un applauso caloroso e partecipato quando Conti, sul palco, ha voluto accanto a sé i figli Tiziana e Alessandro, insieme a Dina Minna, storica assistente di Baudo, per ricordare colui che, come ha sottolineato lo stesso direttore artistico, ha di fatto inventato il formato moderno della kermesse -6.
Dopo l’emozione del ricordo, spazio alla musica con l’immancabile passaggio di consegne affidato al vincitore dell’anno precedente: Olly ha riproposto Balorda nostalgia, facendo cantare il teatro e dando idealmente il via alla gara vera e propria che, nella serata d’esordio, ha visto susseguirsi tutti e trenta i Big in lizza -1-10. Al fianco di Conti, per l’intera durata della manifestazione, c’è Laura Pausini, la cui pronuncia romagnola è già diventata un tormentone, oggetto di garbate gag prima con Conti stesso e poi con il co-conduttore di puntata, Can Yaman. L’attore turco, protagonista della recente fiction Sandokan, è letteralmente piombato in scena sulle note della celebre sigla, scatenando l’entusiasmo della platea e preparando il terreno per uno dei momenti più attesi della serata: l’incontro, a cinquant’anni di distanza dalla prima messa in onda, tra lui e Kabir Bedi, il Sandokan storico, che si sono abbracciati sul palco tra due generazioni di telespettatori -4-6.
L’incanto di Tiziano Ferro e la standing ovation per i grandi assenti
Se l’incontro tra i due Sandokan ha rappresentato il momento di tv popolare più puro, la standing ovation che ha travolto Tiziano Ferro ha avuto il sapore di una consacrazione affettuosa e sincera. Il cantante di Latina, super ospite della prima serata, è tornato all’Ariston per celebrare i venticinque anni dall’uscita di Xdono, il brano che lo lanciò nel firmamento della musica leggera italiana -4. Il suo arrivo sul palco è stato preparato da un lungo medley dei suoi più grandi successi, prima di lasciare spazio all’interpretazione dell’ultimo singolo, in un crescendo di intensità che ha letteralmente stregato la sala stampa e il pubblico in platea. Ferro, visibilmente emozionato, ha voluto condividere il palco con Conti, ricordando quando fu proprio lui a dargli la prima opportunità in televisione, durante una puntata di Domenica In di venticinque anni fa -4.
Prima di lui, un altro momento di intensa commozione era stato riservato alla memoria di Peppe Vessicchio, il maestro e direttore d’orchestra scomparso recentemente, per il quale è stato proiettato un commovente filmato di repertorio che ne ripercorreva la carriera e i tanti festival condotti, accolto da una lunga standing ovation da parte dell’orchestra e di tutto il teatro -2-6. Non sono mancati i ricordi per altre icone della musica e dello spettacolo, come un accenno a Ornella Vanoni, che verrà ricordata dalla nipote in una delle prossime serate, e un pensiero per Maurizio Costanzo, scomparso tre anni fa proprio in questo stesso giorno -6.
Gaffe e momenti virali: la “nonnina” e il refuso sulla Repubblica
In ogni festival che si rispetti, non mancano gli imprevisti e i momenti destinati a diventare virali sui social, e la prima serata di questa edizione non ha fatto eccezione. Ospite d’onore è stata Gianna Pratesi, una signora di 105 anni di Chiavari, tra le prime donne ad aver votato al referendum del 1946 che sancì la nascita della Repubblica Italiana -4-10. Accolta con tutti gli onori da Carlo Conti, la signora si è raccontata con lucidità e ironia, accennando addirittura qualche verso di Ventiquattromila baci di Celentano. Il siparietto, però, è stato involontariamente offuscato da un errore tecnico: sul ledwall alle sue spalle è apparsa la scritta “il 54% alla Repupplica”, un refuso che ha immediatamente scatenato l’ironia del web -2. Un’altra gaffe linguistica, questa volta verbale, è stata attribuita a Laura Pausini, che nel corso della serata è incappata in un doppio senso involontario, alimentando ulteriormente il dibattito social.
Dal punto di vista musicale, la kermesse ha preso il via con l’esibizione di Ditonellapiaga, prima dei trenta in ordine di uscita, che ha presentato il suo Che fastidio! accompagnata da una crew interamente femminile -6-10. Si è proseguito senza sosta, in una maratona che, come da copione, si è protratta fino all’1.44 di notte, tra momenti di intrattenimento puro, come il collegamento con Max Pezzali dalla nave da crociera al largo di Sanremo, e performance più intimiste -1-10. Tra queste, da segnalare l’interpretazione di Ermal Meta con Stella stellina, un brano dedicato a una bambina palestinese morta, Amal, che ha strappato un moto di commozione allo stesso Conti -6.
La top five della sala stampa: i primi verdetti di una lunga gara
Al termine della lunghissima passerella, compito della Giuria della Sala Stampa, Tv e Web è stato quello di tracciare una prima, significativa linea, selezionando le cinque proposte che sono parse più convincenti in questa fase embrionale della competizione -1. La classifica provvisoria, comunicata a notte fonda senza specificare l’ordine di piazzamento per non influenzare le votazioni successive, ha visto l’inserimento di Arisa con Magica favola, Serena Brancale con Qui con me, Ditonellapiaga con Che fastidio!, il duo formato da Fedez e Marco Masini con Male necessario e Fulminacci con Stupida sfortuna -2-6. Un verdetto che mescola voci già affermate e nuove proposte, decretando di fatto i primi cinque nominativi su cui la sala stampa ha deciso di puntare i riflettori.
Mentre il Teatro Ariston si svuotava lentamente dopo una maratona durata quasi cinque ore, la macchina del festival si è immediatamente rimessa in moto in vista della seconda serata, in programma per mercoledì, che vedrà scendere in campo solo quindici dei Big e il debutto delle Nuove Proposte, con un meccanismo di voto che aprirà per la prima volta al televoto -2-5. La strada verso la finale di sabato è ancora lunga e ricca di colpi di scena, ma l’avvio è stato all’insegna dell’emozione e della tradizione, nel segno indelebile di Pippo Baudo.




