"Enea" di Pietro Castellitto: un ritratto beffardo e ironico di Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Pietro Castellitto non si fa intimidire da nulla nel suo secondo film, "Enea". Con una rappresentazione beffarda e ironica di Roma, il film è un ritratto vivace e sfrontato del cinema italiano contemporaneo.
Un'opera audace e provocatoria
"Enea", interpretato dallo stesso Castellitto, è un personaggio che rincorre il mito che porta nel nome. Il film esplora la sua lotta per sentirsi vivo in un'epoca avvolta nel vuoto e nella noia. Enea e il suo amico Valentino, interpretato da Giorgio Quarzo Garascio, sono esemplari contemporanei di Roma Nord, che vogliono tutto, si credono tutto, pretendono tutto.
Un ritratto di Roma
Il film offre uno spaccato di Roma che è magnona e chiassosa, volgare e fatta di coca. Tuttavia, mancano le atmosfere cupe dei film di Sollima e la poesia tagliente di Sorrentino. Invece, "Enea" ha un'ambizione diversa: quella di fare un Tarantino nostrano, imboccando volutamente il registro grottesco e provocatorio.
Accoglienza e riconoscimenti
"Enea" è stato accolto con entusiasmo al Festival di Venezia 2023, dove ha impressionato una giurata illustre, la regista premio Oscar Jane Campion. Dopo il successo a Venezia, il film è pronto a incontrare il pubblico, con la sua uscita in sala prevista per l'11 gennaio. Questo segue il successo dell'esordio di Castellitto, "I predatori", per cui ha vinto la migliore sceneggiatura nella sezione Orizzonti di Venezia 2020.
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