Valerio Santoro alla guida del Teatro Biondo, una nomina controversa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Valerio Santoro, attore e regista 52enne, è stato recentemente nominato direttore del Teatro Biondo di Palermo, una decisione che ha suscitato non poche polemiche. Santoro, noto per la sua vicinanza agli ambienti di Fratelli d’Italia, ha ricevuto numerose critiche sia dal mondo politico che da quello culturale palermitano. La sua nomina, infatti, è stata percepita da molti come un'ulteriore spartizione di incarichi all'interno del centrodestra, con il Teatro Biondo che diventa così un'altra poltrona occupata dalla destra.
Santoro, che ha fondato un'associazione culturale trasformata poi in società a responsabilità limitata, ha voluto subito precisare di non aver mai avuto nomine politiche né di aver mai lavorato per la politica. Tuttavia, la sua vicinanza a Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura alla Camera di Fratelli d’Italia, ha alimentato le polemiche. Nonostante le critiche, Santoro ha ricevuto decine di telefonate di congratulazioni dai principali teatri italiani, segno di un riconoscimento del suo valore professionale.
La nomina di Santoro al Teatro Biondo non è l'unica a far discutere. Lunedì prossimo, infatti, sarà la volta del Teatro Massimo, dove il consiglio di indirizzo dovrebbe confermare il sovrintendente Marco Betta, sotto l'ala protettrice del sindaco Roberto Lagalla. Questo susseguirsi di nomine, che sembra seguire un effetto domino, ha sollevato molte preoccupazioni riguardo alla politicizzazione delle istituzioni culturali.
In questo contesto, la nomina di Santoro appare come un tassello di un più ampio mosaico di spartizioni politiche, che non risparmia nemmeno il mondo della cultura. Le reazioni degli artisti palermitani non si sono fatte attendere, con molti che hanno espresso il loro dissenso senza mezzi termini.




