Dybala e quella settimana della verità che mette in scacco la Roma
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Redazione Sport
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La settimana, si sa, non è un’unità di misura neutra: per la Roma e per Paulo Dybala rappresenta invece l’ultimo margine temporale utile – quello oltre il quale ogni discorso sul futuro diventerebbe pura accademia – per sciogliere un nodo che il giocatore stesso, domenica scorsa, ha voluto rendere pubblico con una dichiarazione a dir poco sibillina. Il contratto in scadenza, l’ipotesi che la sua avventura in giallorosso possa chiudersi senza un addio rituale, la necessità di annunciare agli eventuali tifosi dell’ultima partita casalinga un distacco che non può restare sospeso: tutto questo convergono in questi giorni, dove l’agente dell’argentino è già nella Capitale e dove il club, rappresentato dalla proprietà Friedkin, si trova davanti a un bivio scomodo.
La pressione incrociata di Gasperini e il corteggiamento del Boca Juniors
Se da un lato la volontà pubblicamente manifestata da Dybala – quel messaggio chiaro recapitato via etere dagli opinionisti di “Senti chi parla… alle radio” – sembra orientata a una permanenza (“vuole restare”, ha rimarcato Rossomando), dall’altro il pressing esercitato da Gian Piero Gasperini sul club appare sempre più insistente. Ciò che rende la situazione esplosiva, però, non è solo l’interesse dell’allenatore bergamasco (e della sua società) a strappare la Joya alla Roma, quanto piuttosto la volontà dei Friedkin di stravolgere le cifre di un eventuale nuovo contratto: un rinnovo che, se mai dovesse concretizzarsi, non assomiglierebbe affatto ai termini precedenti. E mentre l’agente Antun sonda il terreno, il Boca Juniors continua a spingere in Argentina come un mare di fondo inesorabile, offrendo a Dybala un ritorno nelle sue terre che, per quanto affascinante, rappresenterebbe per la Roma una perdita di peso specifico difficilmente rimpiazzabile.
I contrasti dentro la tifoseria e il caso Soulè
La grande prestazione offerta contro il Parma ha riacceso il dibattito sociale, dividendo i tifosi giallorossi in due fazioni destinate a non incontrarsi: da un lato quanti auspicano il rinnovo della Joya, considerandola ancora l’unico vero fuoriclasse in rosa; dall’altro chi ritiene ormai chiuso il suo capitolo, memore di un rendimento altalenante e di un ingaggio pesante da ridimensionare. A complicare ulteriormente il quadro resta poi una domanda che aleggia tra le frequenze romane, sollevata dalla stessa rubrica di Romanews.eu: “Chissà se Soulè sarà al Mondiale”. Un interrogativo solo apparentemente laterale, perché il futuro del giovane argentino (e la sua eventuale esclusione dalla selezione nazionale) potrebbe influenzare le gerarchie offensive della prossima stagione, specialmente se Dybala dovesse salutare. Si gioca anche in questo caso un equilibrio sottile, fatto di opportunità di mercato – si mormora di piste come Angori e Abline – e di scadenze interne che il club non può più ignorare.
L’ora della scelta: rinnovo, partenza o silenzio assordante
Difficilmente si andrà oltre questa settimana, perché Dybala non è un giocatore qualunque: un suo eventuale addio, maturato alla scadenza naturale del contratto, non potrebbe consumarsi nello stesso anonimato con cui lascia il campo un gregario qualsiasi. Servirebbe un annuncio congiunto – club e giocatore – o perlomeno un segnale inequivocabile, come quello che la proprietà sembra però riluttante a fornire finché non avrà stravolto le cifre dell’accordo. Così, mentre Gasperini preme e il Boca aspetta, la settimana della verità si consuma nel silenzio degli uffici di Trigoria, dove l’incontro con l’agente Antun potrebbe già aver scritto – o cancellato – il futuro numero 21 della Roma. Una cosa è certa: dopo domenica, e la prossima partita in casa, potrebbe non esserci più nessun messaggio da interpretare.




