Tamberi d’oro a Taranto 2026: “Qui per la gente, mi mancava questa medaglia”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda giornata dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 regala all’Italia un’altra prestazione di altissimo livello, con il protagonista assoluto della pedana del salto in alto che risponde al nome di Gianmarco Tamberi. L’azzurro, già campione olimpico e mondiale, ha infatti aggiunto un altro tassello al suo straordinario palmarès, conquistando la medaglia d’oro con una misura di 2,25 metri, ottenuta alla prima prova.

Un risultato che, per l’atleta dorico, assume un significato particolare, quasi intimo, come lui stesso ha voluto sottolineare al termine della gara, spiegando le ragioni di una partecipazione che andava ben oltre la semplice ricerca di un altro alloro.

Un oro cercato e voluto: le parole di Tamberi

“Sono venuto qui per la gente, mi mancava questa medaglia, ma sono venuto per tutti coloro che mi hanno scritto”. Con queste parole, pronunciate a caldo dopo il successo, Gianmarco Tamberi ha voluto ribadire il legame speciale che lo unisce al pubblico italiano e, in particolare, a quello che ha gremito gli spalti di Taranto. L’altista, che proprio nella città pugliese ha completato un cerchio ideale della sua carriera, ha raccontato come l’inserimento di questa gara nel suo programma stagionale non fosse affatto scontato, considerando gli impegni ravvicinati che lo attendono.

“Nel calendario non era facile inserire questa gara, perché a breve sarò a Bruxelles”, ha aggiunto Tamberi, facendo riferimento agli appuntamenti di alto profilo che scandiranno le prossime settimane della sua stagione all’aperto. La scelta di partecipare ai Giochi del Mediterraneo, quindi, è stata dettata da una volontà precisa e sentita, quasi come un dovere morale verso quei tifosi che non hanno mai smesso di sostenerlo, anche nei momenti più complicati della sua avventura sportiva.

La gara e il dominio azzurro

La prova di Tamberi non ha lasciato spazio a dubbi o ripensamenti, mostrando ancora una volta la superiorità tecnica e mentale che lo contraddistingue. Il salto a 2,25 metri, superato al primo tentativo, è risultato decisivo per assicurarsi il gradino più alto del podio, lasciando al greco Antonios Merlos l’argento con una misura di 2,19 metri.

A completare il trionfo italiano nel settore del salto in alto ci ha pensato Christian Falocchi, che con un ottimo 2,15 metri si è aggiudicato la medaglia di bronzo, regalando all’Italia una doppia presenza sul podio che conferma la profondità del movimento azzurro in questa specialità.

Una prestazione corale, quella dell’atletica italiana, che ha contribuito a una giornata memorabile per la spedizione tricolore, capace di raccogliere una pioggia di medaglie in diverse discipline, con l’entusiasmo della pallamano e le vittorie di altri atleti come Falocchi, Ponzio e Saraceni che hanno impreziosito il medagliere di Taranto 2026.

Un calendario fitto e un’impresa che vale doppio

La vittoria di Tamberi assume un valore ancora più rilevante se inquadrata nel contesto di una stagione già ricca di soddisfazioni e di impegni gravosi. Solo poche settimane prima, alla vigilia di Ferragosto, l’altista marchigiano si era confermato il numero uno d’Europa vincendo il titolo continentale a Birmingham, un successo che coincideva con il primo compleanno della figlia Camilla, aggiungendo un alone di emozione a quella che era già la quarta affermazione europea all’aperto della sua carriera.

Inserire una competizione come i Giochi del Mediterraneo, a ridosso di eventi internazionali di primo piano come il meeting di Bruxelles, rappresenta una sfida logistica e atletica non indifferente, che richiede un dosaggio preciso delle energie e una capacità di adattamento fuori dal comune.

Tamberi, però, ha dimostrato di saper gestire con maestria questi passaggi, trasformando un potenziale ostacolo in un’ennesima occasione per scrivere una pagina importante della sua storia sportiva, regalando al pubblico di Taranto un momento che resterà a lungo nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi.

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