Jorge Martin, il dottor Charte spiega la "sfida difficile" dopo l'incidente in Qatar

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Piove sul bagnato per Jorge Martin, che dopo una serie di infortuni già nei mesi scorsi si è ritrovato ancora una volta costretto a fermarsi. L’incidente durante il Gran Premio del Qatar, dove lo spagnolo è scivolato sul cordolo "dentato" tra la curva 12 e la 13 ed è stato investito da Fabio Di Giannantonio a 180 km/h, ha lasciato strascichi pesanti. Le undici costole fratturate, di cui otto posteriori e tre laterali, non sono l’unico problema: lo pneumotorace al polmone destro ha reso necessario l’inserimento di un tubo di drenaggio, complicando ulteriormente il quadro clinico.

Angel Charte, medico della MotoGP che lo ha soccorso, non nasconde le difficoltà: «È difficile al momento prevedere un rientro». Martin, che aveva già saltato le prime tre gare della stagione per una frattura alla mano destra e al piede sinistro durante i test in Malesia, e poi subito un altro infortunio in allenamento a Lleida, rischia ora di dover attendere almeno quattro corse prima di poter tornare in sella. Il Mugello, tra oltre un mese, potrebbe essere l’obiettivo, ma molto dipenderà dall’evoluzione delle sue condizioni.

Quello che doveva essere l’anno del rilancio con Aprilia si è trasformato in un calvario. Tre incidenti in tre mesi, diciannove fratture complessive, e una carriera che, nonostante il titolo mondiale conquistato, appare sempre più in bilico. La caduta in Qatar, in cui è stato coinvolto in modo del tutto involontario anche Di Giannantonio, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei cordoli, già al centro di polemiche in passato.

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