Marte era abitabile: la prova definitiva arriva dal cratere Gale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il rover Curiosity della NASA, che da oltre un decennio esplora il cratere Gale, ha fatto una scoperta destinata a riscrivere la storia climatica di Marte. Tra le rocce sedimentarie del pianeta rosso, il robot ha identificato la presenza di siderite, un minerale che si forma solo in presenza di anidride carbonica e acqua liquida. La sua esistenza, come dimostra uno studio pubblicato su Science, conferma che miliardi di anni fa Marte aveva un ciclo del carbonio attivo, condizione essenziale per l’abitabilità.
La siderite, formatasi per precipitazione chimica, rappresenta l’anello mancante che gli scienziati cercavano da tempo. "Non è solo una questione di acqua passata", spiegano i ricercatori, "ma di un sistema climatico dinamico, in cui il carbonio si muoveva tra atmosfera, superficie e possibili bacini". Questo processo, simile a quello terrestre, suggerisce che il pianeta avesse caratteristiche tali da sostenere, almeno temporaneamente, forme di vita microbica.
Le analisi condotte da Curiosity, che dal 2012 scandaglia il suolo marziano, hanno rilevato depositi di carbonati in quantità significative, ulteriore prova di un’epoca in cui l’atmosfera era più densa e il clima più mite. Sebbene oggi Marte sia un deserto gelido, i dati indicano che in passato ospitasse laghi o persino oceani, con condizioni non troppo dissimili da quelle della Terra primordiale.




