Nico Paz resta al Como, l'Inter sfuma: 60 milioni al Real Madrid
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Redazione Sport
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La permanenza di Nico Paz al Como non è più soltanto un'ipotesi, bensì un'affare concluso che rimodella le gerarchie del calciomercato italiano e non solo. Il club lariano, dopo un vertice decisivo tenutosi a Madrid, ha ufficialmente esercitato il diritto di riacquisto del cartellino del giovane trequartista argentino, versando nelle casse del Real Madrid una cifra complessiva che si attesta sui 60 milioni di euro.
Un esborso faraonico, se si considera il contesto e la dimensione storica della società, ma che va analizzato nella sua reale composizione: i blancos, infatti, devono prima corrispondere al Como 10 milioni per il riacquisto del giocatore, salvo poi riceverne 50 per il trasferimento definitivo, un meccanismo che rende l'operazione economicamente più digeribile per le casse lariane.
Dietro questa mossa a dir poco sorprendente, che ha gelato le ambizioni dell'Inter, si cela la ferma volontà della proprietà indonesiana, la famiglia Hartono, che con un patrimonio stimato attorno ai 44 miliardi di dollari ha dimostrato di non volersi tirare indietro di fronte a un'occasione di mercato giudicata irrinunciabile per il progetto tecnico.
La strategia del Como e il ruolo decisivo della proprietà Hartono
L'operazione Nico Paz porta la firma indelebile del presidente Suwarso e di una proprietà che, nonostante le apparenze di "provinciale", ragiona e spende come i grandi club europei. La scelta di investire una somma così ingente su un singolo calciatore, peraltro così giovane, non è stata dettata da un impulso emotivo ma da una valutazione ponderata del suo valore tecnico e di mercato.
Il Real Madrid, consapevole del potenziale del giocatore, aveva inserito una clausola di riacquisto che il Como ha scelto di onorare per evitare un'asta con altri top club, primi fra tutti l'Inter, che si era fatta molto viva negli ultimi giorni sondando il terreno per un possibile inserimento. La determinazione della famiglia Hartono ha prevalso su ogni altra considerazione, dimostrando che per le ambizioni del club il fair play finanziario Uefa, almeno in questa fase, rappresenta un ostacolo aggirabile più che un muro invalicabile.
Il messaggio lanciato al mercato è chiaro: il Como intende trattenere i propri gioielli e costruire un progetto di medio-lungo periodo attorno a un talento che ha già dimostrato di poter fare la differenza in Serie A.
L'Inter e il mercato: un interessamento sfumato per Nico Paz
Sul fronte nerazzurro, la notizia dell'accordo tra Como e Real Madrid rappresenta una doccia fredda, sebbene l'interesse per il classe 2004 fosse più sfumato rispetto ad altre operazioni portate avanti dalla dirigenza. La dirigenza di Oaktree, che gestisce le politiche di mercato con tempi e modalità ben precise, non ha mai trasformato l'idea di Paz in un'offerta concreta e immediata, limitandosi a valutare la fattibilità economica di un eventuale investimento futuro.
Le storie di mercato relative al giovane Marco Palestra e a Nico Paz, per quanto entrambe coinvolgano il nome dell'Inter, non sono assimilabili: nel primo caso il club milanese è apparso molto più deciso e operativo, mentre nel secondo ha preferito mantenere una posizione defilata, aspettando l'evolversi della trattativa tra Como e Real.
Questa strategia attendista, dettata anche da considerazioni relative ai paletti imposti dal fair play finanziario e dalla necessità di mantenere equilibri di bilancio, ha finito per favorire la soluzione interna al Como, che ha chiuso la partita in tempi rapidi senza lasciare spazio a rilanci o inserimenti dell'ultima ora.
I dettagli economici e l'impatto sulle casse del club lariano
L'operazione, per la sua portata economica, merita un'analisi approfondita per comprenderne le reali dinamiche finanziarie. Il meccanismo pattuito prevede un doppio passaggio: il Real Madrid riacquista il giocatore per 10 milioni, come da clausola contrattuale, e contestualmente lo cede al Como per una cifra che sfiora i 60 milioni. In termini di flusso di cassa, il club lombardo si trova a dover sostenere un esborso netto di 50 milioni, una cifra che per un club di provincia rappresenterebbe un azzardo quasi insostenibile.
Eppure, la solidità patrimoniale degli Hartono garantisce una copertura assoluta dell'investimento, che viene visto non come un costo ma come un'operazione di valorizzazione di un asset destinato a crescere nel tempo. La scelta di accontentare le richieste degli spagnoli, dopo che un primo vertice aveva fatto presagire un esito negativo, è maturata nelle ultime ore e ha ribaltato un copione che sembrava già scritto.
Il Como, insomma, ha deciso di giocarsi tutte le sue fiches sul talento argentino, consapevole che trattenerlo in rosa significhi non solo mantenere un valore tecnico altissimo, ma anche lanciare un segnale forte al resto del campionato e all'Europa intera.




