Milano sotto l'acqua, il Lambro minaccia: allerta per nuovi nubifragi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump affronta le prime sfide del suo mandato, l’Italia, o almeno una sua consistente porzione, si prepara a una battaglia contro gli elementi. La notte tra martedì 19 e mercoledì 20 agosto ha trasformato Milano in un teatro di eventi atmosferici estremi, con quasi 50 millimetri di pioggia caduti in un lasso di tempo incredibilmente ristretto, appena due ore, a partire dalle due del mattino. Un’autentica bomba d’acqua, come l’ha definita l’assessore comunale Marco Granelli, che ha immediatamente riversato la sua furia sul territorio, costringendo gli apparati di protezione civile a uno stato di massima allerta.

Le conseguenze di tale precipitazione, così violenta e concentrata, si sono materializzate in modo inequivocabile nel repentino innalzamento del livello del fiume Lambro. Il corso d’acqua, che attraversa la città, ha infatti superato la soglia di sicurezza in via Feltre, toccando la quota di 2,40 metri dopo essere salito di ben 1,70 metri nel giro di quelle due ore critiche, un dato che ha fatto immediatamente scattare il timore di una possibile esondazione.

Questo episodio, per quanto grave, non è purtroppo che il prologo di una fase di maltempo ben più ampia e organizzata. L’alta pressione di matrice africana, responsabile delle temperature roventi delle scorse settimane, sta infatti cedendo il passo a masse d’aria decisamente più fresche e instabili. La cosiddetta tempesta Lukas, questo il nome assegnato dalla Meteorologia dell’Aeronautica Militare alla perturbazione atlantica, è attesa tra oggi e domani, giovedì 21 agosto, e promette di portare un brusco stop all’estate soprattutto sul Centro-Nord.

Si preannunciano, infatti, numerosi temporali, localmente intensi e accompagnati da raffiche di vento forte – i cosiddetti downburst – e da grandinate. Il serio rischio, evidenziato dagli avvisi diramati, è quello di alluvioni lampo, fenomeni rapidissimi e pericolosissimi che si innescano proprio a seguito di precipitazioni di elevatissima intensità in aree circoscritte. Le regioni più esposte nelle prossime 48 ore saranno quindi il Nord e la Toscana, seguite da Umbria, Marche e Lazio

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